Intervista all’ex capitano giallorosso al mensile GQ tra vari passaggi nei suoi ultimi mesi da calciatore della Roma e del Boca
Daniele De Rossi si racconta al mensile GQ per la prima volta dopo la decisione a gennaio di appendere gli scarpini al chiodo; i 6 mesi passati al Boca Juniors sono stati pieni di infortuni e poche apparizioni in campo, da qui la decisione di dire “basta”.
“Quando sto bene sarei ancora in grado di giocare nella Roma, nel Boca, ma non succede quasi mai. Ho 36 anni, il fisico è logoro, di soldi ne ho abbastanza: meglio tornare. Si è parlato di gravi problemi di mia figlia Gaia. Non c’è nulla di particolare. Semplicemente ha 14 anni ed è normale che abbia bisogno di avere il papà vicino. Siccome si sa che il rapporto fra me e sua madre ha vissuto momenti faticosi, qualcuno si è immaginato chissà che” racconta Daniele.
Il giorno più pesante? Sicuramente l’addio alla Roma, suo amore fin da bambino: “Quelli dell’addio a Buenos Aires sono stati giorni tristi ma la vera batosta è stato l’ultimo giorno a Trigoria. Uscendo dalla mia camera per andare allo stadio Olimpico ho pensato: è l’ultima volta che chiudi questa porta. E lì mi è parso di tremare. Devastante”.
Spazio anche al suo rapporto con Francesco Totti, spesso al centro di voci e leggende: “Abbiamo giocato vent’anni assieme, ci siamo abbracciati dopo i gol, ci siamo frequentati fuori dal campo, abbiamo avuto anche delle sonore litigate, è capitato di non parlarci per un mese, pure l’anno scorso, ma poi è sempre finita a risate. Vita vera, non recitata“.
Con l’imminente passaggio di proprietà al Friedkin Group, si è vociferato di un ritorno a Trigoria in qualche ruolo dirigenziale, ma De Rossi al momento smentisce: “La tempistica della mia uscita dal Boca, unita alla trattativa per la cessione della Roma, ha fatto pensare a molti che il gruppo Friedkin mi avesse contattato. Non è successo, non li ho mai sentiti; ma non è che io sia in attesa di un nuovo proprietario per tornare a Trigoria su un cavallo bianco”.
Spiraglio aperto anche ad una possibile collaborazione con la Nazionale di Roberto Mancini: “Abbiamo un rapporto eccellente. il fatto di non aver lavorato assieme non ha diminuito la stima reciproca, anzi. Fra i discorsi che abbiamo fatto tempo fa, non in gennaio intendo, una porta azzurra era socchiusa”.
Fonte Foto: GQ Italia

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