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Corsa a 3 per lo Scudetto: non succedeva dal 2001

Ci sono i dubbi sulla nuova Juventus, c’è l’Inter che è già a immagine e somiglianza del suo allenatore e c’è la Lazio, che quest’anno è giunta all’apice del ciclo Inzaghi. Ci sono tre squadre molto diverse tutte raggruppate in un punto, che erano partite da prospettive distanti ma che adesso – per caso, per meriti, per demeriti – si trovano tutte sulla stessa barca.

In che direzione sta andando la Juventus? Ad oggi, è una squadra che viaggia ancora nel limbo. Nell’incertezza del ‘Non è più la squadra di Allegri, non è ancora quella di Sarri’. Una fase che sembrava dovesse durare qualche settimana, un paio di mesi. E che invece perdura ben oltre le prudenti previsioni estive di capitan Chiellini, che aveva chiesto questa estate ai suoi tifosi – a margine dell’amichevole di Villar Perosa – di aspettare fino a gennaio.

Febbraio è invece iniziato da dieci giorni e col passare delle giornate i dubbi aumentano, si affievolisce il fuoco che ha sempre animato i campioni d’Italia. Perché questa Juventus resta ancora la favorita ma si aggrappa solo ai suoi singoli, solo a Cristiano Ronaldo. E non è un bel segnale, specialmente se a disposizione di Sarri non c’è la squadra che la società aveva pensato e progettato la scorsa estate.

Conte e l’Inter. Come (meglio) della sua prima Juventus – La squadra di Sarri dopo 23 giornate ha nove punti in meno rispetto a un anno fa. Una flessione che unita al +11 dell’Inter di Conte rispetto all’ultima di Spalletti ci consegna un campionato che viaggia punto a punto, partita dopo partita. Nemmeno nel suo primo anno alla guida della Juventus Conte aveva avuto un impatto così forte sul suo nuovo gruppo. Squadra che è più forte rispetto a quella Juve, ma che milita anche in un campionato più competitivo.

Il ciclo di Inzaghi alla Lazio come quello di Sarri al Napoli? C’è poi la Lazio, la vera sorpresa lì in vetta. Partita con l’obiettivo di arrivare tra le prime quattro e ritrovatasi a lottare per lo Scudetto più incerto degli ultimi 20 anni. La Lazio di Inzaghi è la progettualità che da potenza si trasforma in atto, è la capacità di puntare su un gruppo con la certezza che tutti i tasselli sono al posto giusto e che, per il salto di qualità, c’è solo bisogno di tempo e lavoro. Un po’ come fu il Napoli di Sarri al suo terzo anno, esattamente come è questa Lazio. Quattro giocatori sopra la media, un grande gruppo e l’allenatore giusto al posto giusto: perché non sognare?

Come 18 anni fa – Nella Serie A 2001/02, dopo 23 giornate c’era la Juventus a 47 punti e Inter e Roma a 46. Una situazione molto simile a quella attuale, con l’altra squadra della Capitale a completare un derby d’Italia che è mancato per tanto, troppo tempo. Così come la lotta Scudetto, che finalmente non è più un lungo monologo.

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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