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Spal, la crisi è proprio nera: Semplici, però, resterà al suo posto

La Spal, stavolta più per sfortuna che per demeriti, ha perso ancora, incassando con la Sampdoria l’ottava sconfitta in 11 partite.

E ora la squadra che Leonardo Semplici aveva condotto per due anni di fila a una dignitosissima salvezza è ultima, a braccetto col Brescia. Sette punti, due vittorie in casa con Lazio e Parma, un pareggio col Napoli e zero punti fuori casa.

Quello ferrarese è il peggior attacco del torneo (con la Samp), la difesa ha subito 18 gol. E non è bastato “pensionare” l’esperto Felipe (sempre positivo nella passata stagione), il reparto ha sempre fatto acqua.

Che succede a Ferrara? Semplici per ora non si tocca. Anche perché il tecnico toscano non ha mai fatto mistero di avere una squadra che, così com’è, non può ambire a traguardi importanti. Ma solo a lottare disperatamente per salvarsi.

Sulle fasce ha perso tanto, se non tutto: venduto il gioiello Lazzari alla Lazio, ha subito il devastante infortunio di Fares, quindi quello, ancor più grave, del nuovo acquisto D’Alessandro.

E’ rimasto solo il buon brasiliano Strefezza, reduce dalla B a Cremona. Davanti il solo Petagna fa quel che può. Ma non ha spalle perché Di Francesco si è fatto male, Floccari ha i suoi anni, Paloschi non è mai esploso e Moncini, lanciato adesso, non ha colto gli attimi. Nelle ultime due da titolare non ha convinto. La società ha investito poco, convinta di far leva su gruppo e motivazioni. E sull’esperienza di un tecnico che ha salvato sempre la barca. Che, ora, però rischia di affondare.

Per il mercato di gennaio c’è ancora tempo. E sei partite affrontare, la prossima a Udine, dove anche la squadra friulana ha bisogno di risalire.

(Fonte Gazzetta dello Sport)

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