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L’Olympiastadion: il teatro storico dei sogni di Berlino

A Berlino, l’Olympiastadion non è solo uno stadio dove ogni settimana si giocano le partite dell’Hertha Berlino o dell’Union Berlino, ma è anche e soprattutto un monumento da visitare assolutamente se state organizzando un viaggio nella capitale tedesca.

L’impianto è uno dei più antichi della storia sportiva e ancora oggi mantiene visibili le sue radici agli occhi di chi lo visita.

Lo stadio tedesco infatti può tranquillamente essere annoverato tra i più belli del mondo, senza dubbio quello con più storia: è stato costruito fra il 1934 e il 1936 e ristrutturato settant’anni più tardi.

In questo luogo si sono tenuti alcuni degli eventi sportivi più importanti d’Europa: per esempio le quattro medaglie d’oro vinte dall’atleta afroamericano Jesse Owens di fronte ad Adolf Hitler, le partite più importanti dei Mondiali di calcio del 2006 e le due finali dei Mondiali di atletica del 2009 in cui Usain Bolt fece il record del mondo sia sui 100 metri sia sui 200 metri, record tuttora imbattuti.

Da anni all’Olympiastadion si tengono anche apprezzati concerti rock: nel 2009 gli U2 montarono una struttura gigante sopra il palco, costruito al centro dello stadio, mentre di recente si sono esibiti, fra gli altri anche Madonna, i Guns N’ Roses e i Depeche Mode.

Lo stadio venne costruito in tempo per ospitare le Olimpiadi del 1936, che furono organizzate dalla Germania come una grande celebrazione del regime nazista. Miliardi di marchi dell’epoca vennero spesi per creare o ristrutturare stadi e palazzi e mettere in piede colossali coreografie che mettessero in mostra la potenza della Germania nazista. All’epoca della sua costruzione, l’Olympiastadion poteva contenere 120mila persone e poteva essere usato per diversi eventi: ospitò tutte e quattro le gare in cui Owens vinse la medaglia d’oro – i 100 e i 200 metri, il salto in lungo e la staffetta 4×100 – ma anche la finale del torneo di pallamano e quella di calcio, vinta dall’Italia.

L’Olympiastadion non fu danneggiato dalla guerra e divenne ufficialmente lo stadio di casa dell’Herta Berlino, la squadra di calcio più importante della città, nel 1963.

Nel 1974 l’Olympiastadion ospitò tre partite dei Mondiali di calcio.

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Nel 2009 l’Olympiastadion ha ospitato i Mondiali di atletica leggera, in cui l’atleta giamaicano Usain Bolt ha disputato due fra le migliori gare della sua carriera: nel giro di quattro giorni ha battuto sia il record dei 100 sia dei 200 metri piani, correndo rispettivamente in 9 secondi e 58 centesimi e in 19 secondi e 19 centesimi. Tre anni prima, nello stesso stadio, la nazionale italiana di calcio aveva invece vinto i Mondiali di calcio battendo in finale la Francia.

L’Olympiastadion è stato lo stadio in cui il fortissimo calciatore francese Zinédine Zidane ha giocato la sua ultima partita da professionista, conclusa con l’espulsione in seguito alla testata data a Marco Materazzi. Nel 2012 l’Olympiastadion ha ospitato il più grande successo della storia recente della squadra di calcio del Borussia Dortmund: il 12 maggio il Borussia è riuscito a battere 5-2 il Bayern Monaco in una memorabile finale di Coppa di Germania, vincendo così per la prima volta nella sua storia il campionato tedesco e la coppa nazionale nella stessa stagione.

Dalla sua riapertura avvenuta nel mese di agosto del 2004, più di 300.000 visitatori provenienti da tutto il mondo hanno visitato ogni anno l’Olympiastadion di Berlino, rendendolo uno dei luoghi più visitati della città.

E’ possibile visitare l’Olympiastadion in autonomia o prendere parte ad un tour guidato, nel quale esperte guide turistiche raccontano la storia dello sport tedesco, dello stadio e dell’Olympiapark. Durante le visite guidate è possibile accedere a zone solitamente chiuse al pubblico e perfino agli spogliatoi della squadra berlinese che ospita, sin dal 1963, l’Hertha Berlino.

Durante i tour dell’Olympiastadion di Berlino sono disponibili delle audioguide che permettono di conoscere a fondo la storia della struttura in tedesco, inglese, spagnolo, francese, e italiano. La guida multimediale grazie alla sua vista aerea funge da navigazione GPS attraverso l’area, e durante il tour vengono presentati contenuti interattivi e dinamici.

Raffaele La Russa

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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