di Filippo D’Orazio-
Il direttore di gara Irrati si macchia di un errore clamoroso che poteva indirizzare e falsare la gara tra Udinese e Roma: perché il VAR non interviene?
Minuto 31 di Udinese-Roma: su un pallone proveniente dal centrocampo bianconero, Okaka scappa alle spalle di Fazio che recupera e va in un contrasto spalla a spalla con l’attaccante dell’Udinese. L’arbitro Irrati non ha dubbi ed estrae il cartellino rosso diretto al difensore argentino per chiara occasione da gol, scatenando la rabbia e l’incredulità di giocatori e panchina giallorossa.
Dal replay è evidente che Fazio non commetta neanche fallo su Okaka, andando semplicemente spalla a spalla con l’attaccante ex Roma, il quale si autosgambetta inducendo lo svagato Irrati a concedere il calcio di punizione dal limite con conseguente espulsione del romanista.
Nessuno sostiene che il mestiere dell’arbitro sia semplice, che prendere decisioni in poche frazioni di secondo non sia complicato e comporti una massiccia dose di concentrazione: la domanda che ci poniamo però, è a cosa serva realmente il VAR. Questa tecnologia è stata introdotta proprio per aiutare e “salvare” i direttori di gara da queste figure meschine che possono indirizzare e falsare intere gare. L’errore di Irrati è evidente, perché non è stato richiamato dal VAR a correggere una decisione che è sembrata da subito insensata?
Solo la determinazione della Roma ha permesso che il risultato di una partita tra due squadre distanziate da un enorme gap tecnico non venisse influenzato da una decisione ingiusta che poteva costare punti preziosi ai giallorossi, ultimo episodio di una serie nefasta che va avanti da inizio campionato.
Ma è il momento di fare chiarezza, il designatore Rizzoli deve dare spiegazioni sul reale utilizzo di uno strumento ideato e introdotto per risolvere situazioni poco chiare, ma che finora è riuscito solo a innescare paradossalmente maggiori polemiche.

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