Partite come quella con il Manchester City aiutano a crescere sotto tutti i punti di vista. C’è però un aspetto da tenere in considerazione: l’Atalanta, tra campionato e Champions League, subisce troppi gol. Ben 13 reti subite in campionato e 11 in Europa, complessivamente sono 24 i gol incassati in 11 match ufficiali.
È pur vero che i nerazzurri non hanno mai cambiato il modo di giocare: con ritmi simili rischi prima o poi di pagare qualcosa, soprattutto con la difesa a tre che in molti casi non riesce a mantenere la giusta concentrazione. Un dato importantissimo, blindare il pacchetto arretrato non vuol dire assolutamente snaturarsi, ma fare uno step successivo per poter competere con chiunque.
CROLLI DIFENSIVI – Lazio e Manchester sono due trasferte da considerare parzialmente nel computo totale. Con i biancazzurri i tre gol sono arrivati in una situazione di gioco particolare, ma soprattutto su due calci di rigore. Nel match di Champions lo scenario tra primo e secondo tempo è cambiato repentinamente e nella ripresa c’è stato un aumento del ritmo difficilmente arginabile.
I dati che potrebbero far preoccupare il Gasp riguardano le sfide con le squadre di medio-bassa classifica. I gol subiti sono spesso frutto di errori individuali, serve maggiore tenuta mentale quando l’asticella si abbassa.
CRESCITA MENTALE – Sconfitte come quelle dell’Etihad aiutano a crescere sotto l’aspetto mentale. Nel momento in cui c’è bisogno di gestire meglio il possesso, la Dea del Gasp deve trovare il giusto equilibrio tra i reparti, in modo tale da evitare simili crolli.
Il numero dei gol subiti inizia a crescere in maniera esponenziale e, indipendentemente dalla prestazione o dal risultato, bisogna correre ai ripari.
Gasperini deve assolutamente intervenire per poter far crescere mentalmente la squadra e continuare il suo lavoro alla guida degli orobici. In campionato può essere un problema secondario, ma nelle competizioni europee paghi ogni singolo errore.

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre

