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Arbitri e Var: ottimo Rocchi a San Siro, Massa a Roma non sbaglia (irregolare il gol di Kalinic) ma comunica male

Gianluca Rocchi, un arbitro che tra qualche mese il calcio italiano rimpiangerà, ha diretto l’ultimo Inter-Juventus (di campionato) della sua carriera, almeno a San Siro.

Prestazione eccellente, forse tra le migliori del suo lungo e prestigioso cursus honorum. E non solo perché ha preso le decisioni giuste, anche nei frangenti più delicati, e nelle azioni più concitate (a parte un paio di innocue sbavature).

Ma anche, anzi innanzitutto, per come le ha prese: senza alcuna esitazione, e utilizzando una mimica chiara, senza equivoci. Due esempi. Il tocco con il braccio di De Ligt, che solo al centesimo replay ci è apparso chiaro, Rocchi lo ha “fotografato” subito, senza tentennamenti.

Molti dei suoi colleghi, invece, avrebbero avuto bisogno della segnalazione dalla var room. Per lui, era rigore dal principio. E poi, la caduta di Dybala in coda al primo tempo, appena sfiorato da Godin: Rocchi non fischia e non fa gesti, forse non è sicuro della sua scelta, ma due secondi dopo, probabilmente confortato dal var (l’ottimo Irrati), fa ampi gesti a beneficio dei giocatori per comunicare che non c’era nulla.

Se Davide Massa, all’Olimpico di Roma, avesse usato la stessa mimica, probabilmente si sarebbe evitato l’assalto finale dei romanisti (comunque inspiegabile e poco decoroso) e la puntuale gogna sui social.

E invece, dopo il 2-1 irregolare di Kalinic, non fa intendere se e cosa abbia fischiato, generando il sospetto che si sia affidato alla Var per prendere una decisione. Non è andata esattamente così, ma non se ne è accorto nessuno. Massa è un buon arbitro, anche se ancora un po’ appannato. Studi Rocchi per diventare grande.

(Fonte Gazzetta dello Sport)

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