Il Lecce ha preso Giannelli Imbula.
Scrive Alfredo Pedullà che dopo le notizie di ieri la svolta si è avuta oggi verso l’ora di pranzo con l’arrivo in Italia dell’agente e del papà per gli ultimi dettagli.
L’accordo è stato raggiunto al punto che domani il centrocampista ex Stoke è atteso in Puglia per visite e firma.
Operazione in prestito con obbligo di riscatto a circa 4 milioni in caso di salvezza con almeno 25 presenze da 45 minuti.
Un colpo di spessore per il centrocampo, se consideriamo che non troppi anni fa la valutazione era superiore ai 20 milioni e l’Inter era andata non troppo lontana dall’acquisto.
.Imbula, nato in Belgio a Vilvoorde il 12 settembre 1992, ha giocato nelle giovanili del PSG nel 2004-2005, quando aveva 12 anni. Ma, per la sorpresa del suo allenatore, non è stato confermato dopo una stagione nel club.
È così passato nel Racing Club de France, sempre nei dintorni della capitale. Poi il Guingamp, dove ha battuto un record: a 17 anni e un mese è stato il più giovane a esordire in Ligue 2. Sempre della Ligue 2 è stato il miglior giocatore nel 2013, prima di passare in estate al Marsiglia per 7,5 milioni.
Per Bielsa è subito diventato un perno fondamentale della squadra, giocando sempre davanti alla difesa. Quest’anno ha saltato solo una partita di campionato, ha segnato anche due gol. Alto 1,87 m, è proprio davanti alla difesa che può esprimere al massimo le sue qualità: sia nei 2 in un 4-2-3-1 sia da centrale in un 4-3-3. È mancino, ha un buon piede: tiro dalla distanza, passaggi precisi, lancio lungo. Non un regista vero e proprio, ma neanche solo un mediano di rottura. Ha anche corsa e buon fisico, è bravo a recuperare palla.
Nato in Belgio, ma originario della Repubblica Democratica del Congo e con il passaporto francese. Da bambino, in un torneo giovanile contro il Valencia, subì tre falli poi segnò esultando con il dito davanti alla bocca. Vuole farsi rispettare. Ed è molto attacco alla famiglia, non è un caso che a gestirlo sia il padre, Willy Ndangi. Anche se Giannelli ha preso il cognome della madre Flore.
Una carriera importante, poi la parentesi sfortunata allo Stoke, ora la voglia di rimettersi in gioco nel Lecce, in Italia, nel campionato che ha sfiorato almeno un paio di volte.
(Fonte Alfredo Pedullà)

