La prossima stagione calcistica di Serie A la vedremo ancora come l’abbiamo vista quest’anno
Di conseguenza il 70% delle partite saranno trasmesse su Sky e il restante 30% su Dazn. Per vederla tutta serviranno quindi due abbonamenti. Nelle prossime settimane è probabile che inizino ad arrivare le prime promozioni per nuovi e vecchi abbonati.
A partire dal 2021, le cose potrebbero cambiare.
Potremmo avere un canale dedicato della Lega di serie A, con tanto di palinsesto, che potrebbe essere trasmesso o dai broadcaster tradizionali, o direttamente all’utente.
Questo è un punto chiave, tra l’altro, per capire la battaglia degli ultimi mesi tra le Leghe dei principali campionati, favorevoli allo status quo e l’Eca, l’associazione dei più importanti club europei, che sponsorizza l’avvento della cosidetta Superlega europea.
Il gruppo spagnolo Mediapro, che già l’anno scorso, prima di una sofferta assegnazione dei diritti televisivi per il triennio 2021-2024 a Sky e Dazn, aveva concorso per aggiudicarsi i diritti tv della Serie A, è ricomparso in via Rosellini.
Candidatosi a vestire i panni del partner tecnico della Lega per realizzare il canale, ha inviato lo scorso venerdì una proposta di accordo alla Confindustria del pallone, comunicando solo lunedì mattina a poche ore dall’assemblea le ultime modifiche.
L’offerta, che copre due trienni, è economicamente allettante: comprende una parte fissa da 1 miliardo e 150 milioni a stagione, alla quale si aggiungono 55 milioni per i diritti d’archivio e 78 per i costi di produzione.
Un’eventuale accettazione della proposta di Mediapro non esclude comunque la possibilità di un bando classico per i broadcaster. «Il canale è un’exit strategy per i club» fanno notare da via Rosellini.
Sky del resto non ha preso bene l’entrata in scena di Mediapro. Ha messo in dubbio la possibilità di mettere i propri studi a disposizione per la cerimonia dei calendari: la data infatti resta sospesa fra il 29 e il 30 luglio.
(Fonte Corriere della Sera)

