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Mario Sconcerti frantuma Totti: “Dovrebbe chiedersi perché Pallotta preferisca i consigli di Baldini ai suoi”

Il noto giornalista sportivo nonché editorialista del Corriere della Sera Mario Sconcerti ha parlato nel suo articolo, le altre cose, anche dell’addio di Totti alla Roma

Sconcerti, come è noto, non le manda a dire ed esprime chiaramente il suo concetto:

Conosco Baldini, non è un uomo nero. Non può essere lui il nemico, fra l’ altro troppa la differenza di peso. Totti si dovrebbe chiedere semmai perché Pallotta preferisca i consigli di Baldini ai suoi.

 L’ impressione è che Totti continui a vedere la vita da un campo di calcio, dove tutti gli passavano la palla e lui era il migliore, il più ascoltato.

Da giovane dirigente devi ricominciare, non c’ è un continuum, è un altro mestiere.

Non sei il Capitano, sei un dirigente fra altri che hanno perfino il diritto di esserti rivali.

Funziona così in qualunque posto di lavoro.

E questo ho sentito da Totti, un elenco di disagi comuni esasperati dal suo essere stato.

Una cosa è assolutamente giusta, quando dice che un presidente deve essere presente.

Ma la sua giovinezza di dirigente non gli permette di chiudere il concetto: non esistono più imprenditori italiani che possano prendere una grande società. Costa troppo.

Il caso Totti non è il primo. I giocatori hanno una vita rovesciata, si è vecchi a 35 anni e giovani a 50.

Questo li porta a una sindrome, la paura di non farcela, di perdere soldi e privilegi. Hanno fretta di essere produttivi ma non sono abituati.

Così si rifugiano nel mestiere del mestiere, fare gli ex della grande squadra. Usano i resti della vecchia gloria”

(Fonte Corriere della Sera)

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