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La Repubblica su Rocco Commisso: “l’uomo da 2,35 miliardi di debiti che voleva Milan e Juventus, ma ha comprato la Fiorentina”

Il quotidiano La Repubblica si occupa di Rocco Commisso e traccia un inquietante ritratto del magnate americano

Questo uno stralcio dell’articolo titolato “l’uomo da 2,35 miliardi di debiti che voleva Milan e Juventus, ma ha comprato la Fiorentina”

…Un imprenditore impegnato in una continua lotta con Netflix e Amazon Prima (e tutti gli Ott) sul fronte della televisione via cavo e con i big delle tlc nel comparto della telefonia.

La galassia di Commisso, secondo i dati depositati presso la Sec (l’organo che vigilia sui mercati finanziari americani) si compone di due gambe: Mediacom Broadband e Mediacom Llc, entrambe registrate nel paradiso fiscale del Delaware. 

La prima – più grande e quotata al Nasdaq fino al 2010 – è controllata dalla seconda e insieme fatturano 1,95 miliardi di dollari (1,87 nel 2017): lo scorso anno hanno generato utili per 355 milioni di dollari (287,6 nell’esercizio precedente).

Per avere un metro di paragone, Mediaset – che non opera nel comparto tlc – lo scorso anno ha registrato ricavi per 3,4 miliardi e utili per 471 milioni (grazie anche alla vendita della partecipazione in EiTowers).

Rispetto ai competitor europei, Mediacom ha una marginalità più alta perché ha deciso di concentrarsi fuori dai grandi centri urbani offrendo servizi di tv via cavo, internet e telefonia in piccoli mercati americani attraverso Mediacom Llc e Mediacom Broadband.

Insieme le due società hanno oltre 776mila clienti video (in calo rispetto all’anno scorso), oltre 1,2 milioni di abbonati internet (in aumento sul 2017) e 600mila clienti per la telefonia. Nel complesso ci sono poco meno di 1,4 milioni di americani che hanno almeno un contratto con Mediacom.

A preoccupare, però, sono i rischi futuri messi nero su bianco nelle prime pagine del bilancio: “La concorrenza è in continua crescita e i nostri competitor hanno maggiori risorse finanziarie delle nostre; brand più noti e una riconoscibilità nazionale”.

Anche per questo “le spese continueranno ad aumentare”.

Il vero punto di domanda riguarda “il considerevole debito” che al 31 dicembre scorso ammontava a 2,35 miliardi di dollari:Siamo molto indebitati e continueremo a esserlo – si legge nel bilancio –. Una quota importante dei nostri flussi di cassa servirà a pagare gli interessi riducendo le disponibilità per finanziare le nostre operazioni, le spese in conto capitale e altre attività”.

Rispetto a un anno è cambiata la composizione del debito e il contesto macro: a fine 2017 il 30% del debito di Commisso era esposto a tassi variabili con la Fed che aveva appena annunciato due rialzi del costo del denaro entro fine anno; oggi il variabile rappresenta il 92% del debito complessivo, ma gli analisti prevedono che la Fed tornerà a tagliare i tassi.

Il più grosso punto di domanda riguarda il ruolo dello stesso Commisso.

Appassionato di calcio al punto da ottenere una borsa di studio negli Stati Uniti è già proprietario dei Cosmos di Pelè e Chinaglia ed è probabile che voglia impegnarsi in prima persona nella Fiorentina, ma per farlo dovrebbe prima sistemare le cose in azienda: nel bilancio Mediacom si legge che quella di Commisso “è una figura chiave alla quale la società non può rinunciare”. Inoltre, l’imprenditore ha già fatto capire che la squadra non può prescindere da uno stadio di proprietà: progetto di cui a Firenze si discute da oltre 10 anni, senza alcun risultato.

(Fonte La Repubblica)

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