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Premier League/Serie A: quando il divario diventa sempre più incolmabile

La lotta all’ultimo punto vista ieri tra Manchester City e Liverpool ha messo ancor di più a nudo il divario tra il campionato inglese e quello italiano

Maurizio Sarri l’altro giorno ha dato l’ultima stoccata al calcio italiano: ” qui in Premier è il top, calcio qualitativo, stadi belli sempre pieni ovunque…resto qui, in Italia non torno”.

Con queste dichiarazioni il tecnico italiano ha dato il definitivo colpo di grazia al nostro calcio, che da anni non appassiona più nessuno, ma tutti facciamo finta di farlo per mancanza di alternative.

Stadi belli e sempre pieni ovunque in Inghilterra: stadi brutti sempre da noi.

Prati verdi sempre ben tenuti in qualsiasi condizione climatica contro campi di patate appena piove da noi.

Calcio spettacolare e tecnico giocato ad altissima velocità contro un calcio che da noi sembra volley (ognuno posizionato nella propria metà campo) a ritmi degni più di passeggiata salutare che non di atletismo.

Lotta all’ultimo punto da una parte (98/97 da una parte) contro un calcio che vede una sola squadra dominare da 8 anni con scudetto già assegnato a metà aprile (formalmente perché di fatto già a novembre si era capito come andava a finire).

Vogliamo parlare del calcio spettacolare visto nelle semifinali di Champions e di Europa League dove, ovviamente, non erano impegnate squadre italiane?

I problemi sono noti da anni ma l’argomento è solo marginalmente toccato da chi comanda nel nostro calcio.

E allora via al prossimo giro: spendiamo tutti i soldi per gli stipendi degli allenatori e dei calciatori…fino alla prossima cacciata europea ai primi turni…

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