Il tecnico toscano è stato il primo a perdere uno Scudetto con Zlatan Ibrahimovic in Italia (al Milan) ed è diventato il primo allenatore dal 2009-10 a non essere arrivato almeno in semifinale di Champions con Cristiano Ronaldo in squadra.
Non si placano le polemiche in casa Juve dopo il flop europeo.
Sul banco degli imputati è salito Massimiliano Allegri, subito difeso e confermato da Agnelli nel post Ajax.
I social lo hanno preso di mira in maniera feroce ma il popolo juventino è spaccato tra innocenza e colpevolezza.
Vediamo, con l’aiuto della Gazzetta dello Sport perché Allegri ha fallito e perché no.
CONTRO: l’arrivo di CR7 aveva convinto la piazza bianconera che fosse l’anno giusto per liberarsi dell’ossessione europea. Invece il cammino è stato deludente : 4 sconfitte in 10 partite di Champions nel 2018-19.
La Juve, poi, è stata messa sotto da una squadra con un fatturato molto minore, con un monte stipendi che definire semplicemente inferiore è poco e che gioca in un campionato addirittura meno allenante del nostro, tanto per rispondere subito a chi vede nella scarsa qualità della Serie A un problema per i bianconeri.
A vincere è stata la forza delle idee, la filosofia sbarazzina dell’Ajax di Ten Hag. E per i detrattori, questa è la vera Caporetto del tecnico livornese: umiliati il suo approccio speculare, la scelta conservativa di De Sciglio per Cancelo, la sfacciataggine con cui Max ha sempre insistito nella sua battaglia a quello che gli esteti definiscono “il bel gioco”.
Il tifoso bianconero comincia ad avere il dubbio che per vincere in Europa non basti l’approccio italiano: serve la cosiddetta mentalità europea. Ed essere stati eliminati da una squadra sulla carta meno attrezzata, ma che fa del calcio d’attacco un mantra, è la grande debacle di Allegri. Cui viene imputata pure una gestione cocciuta delle forze e dell’energie: perché Mandzukic sempre in campo sino allo sfinimento? Perché non dosare Chiellini? Perché nel secondo tempo l’Ajax ne aveva oggettivamente di più della Juve?
PRO — Gli infortuni.E quando si parla di condizione atletica, perché non si parla del ritorno con l’Atletico Madrid, quando i bianconeri hanno battuto sul piano dell’intensità una delle squadre più fisiche d’Europa?
O delle partite del passato contro Barcellona e Real Madrid (finali escluse), quando proprio grazie alle eccellenti prestazioni atletiche la Juve ha tenuto testa a formazioni decisamente più tecniche e dotate?
Se si citano i risultati poi, Allegri può non solo rispondere con il quinto scudetto di fila alle porte, ma anche con i traguardi raggiunti in Europa: due finali perse, sempre superata la fase a gironi, per quattro volte su cinque almeno ai quarti di finale. Se si torna al famoso discorso del fatturato, solo l’Atletico Madrid può superare i risultati della Juve.
Il tecnico livornese, scrive sempre la Gazzetta dello Sport, si sarà consolato pure guardando il City di Guardiola ieri: il tanto venerato Pep non raggiunge una finale dal 2011. E quando non ha avuto in squadra Messi, non è mai arrivato in fondo in Champions.
Non è che le colpe non siano sempre da cercare in panchina?
(Fonte Gazzetta dello Sport)

