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Juventus, che crollo! Ecco perché i bianconeri sono stati eliminati da una squadra di ragazzini…

Diciamolo francamente: quando li abbiamo visti entrare in campo inquadrati dalle telecamere facevano un po’ dì tenerezza.

Visi di ragazzini come quelli che siamo abituati a vedere giocare nei campi di periferia o, al massimo, nelle nostre squadre Primavera.

Tutti abbiamo pensato che sarebbero stati travolti dalla grinta di celebrati campioni come Cristiano Ronaldo o Paulo Dybala o Matuidi.

Ed in effetti nella prima mezz’ora di gioco non è che gli olandesi abbiano brillato ma in ogni caso hanno tenuto botta al presunto strapotere juventino.

Poi la disfatta bianconera: mentre gli olandesi impartivano una severissima lezione di gioco i campioni sparivano dal campo sopraffatti dal ritmo, dalla lucidità, dalla capacità di tenere il campo degli olandesi che imperversavano e spuntavano da tutte le parti in area di rigore italiana,

Ma perché ciò è successo: proviamo ad analizzarne le cause integrando anche quanto scritto questa mattina da Sportmediaset.

CHAMPIONS DA INCUBO

L’abbiamo celebrata come uno squadrone capace di vincere il torneo ma se andiamo ad analizzare il cammino bianconero in Champions troviamo i seguenti risultati.

2 sconfitte nel fase a gruppo contro Young Boys e Manchester United,

1 sconfitta agli ottavi (Atletico Madrid)

1 sconfitta ai quarti (Ajax)

In totale, su 10 partite la Juventus ne ha perse 4 e pareggiata 1

Non proprio uno score vincente soprattutto se paragonato al cammino delle altre più accreditate pretendenti

CONDIZIONE FISICA E INFORTUNATI

Per vincere la Champions serve arrivare in forma e con meno infortunati possibili al momento della fase ad eliminazione diretta: invece tanti cerotti per Khedira, Douglas Costa, Chiellini, Mandzukic, Perin tutti fuori per infortunio.

Senza contare l’annoso problema del giocare sotto ritmo, un’abitudine tutta italiana che salta immediatamente agli occhi ogni volta che una nostra squadra incontra una rivale europea: l’Ajax, ad un certo punto, sembrava ovunque sul campo.

SQUADRA TROPPO RINUNCIATARIA

La più grande critica rivolta ad Allegri dai suoi detrattori è da sempre quella della qualità del gioco.

Non è sbagliato pensare al risultato ma la sensazione avuta sia all’andata che al ritorno dei quarti (ma anche al Wanda Metropolitano contro l’Atletico Madrid) è che la Juve abbia rinunciato alla qualità per badare solamente al sodo: una differenza ancora più evidente quando giochi contro squadre come l’Ajax. In Champions quasi sempre arriva in fondo chi propone, non chi difende.

CRISTIANO RONALDO

Il fattore Cristiano Ronaldo dà, basta vedere i numeri ma rischia pure di togliere. Nella prima parte di stagione la squadra sembrava giocare per lui, soprattutto quando i giocatori di qualità a suo supporto erano nelle migliori condizioni.

Nel 2019 pian piano si è passati, complice la condizione fisica e un certo aumento della muscolarità in mediana, invece al “ci penserà lui”. E lui, CR7, ci ha effettivamente pensato tante volte. Ma non può farlo sempre.

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