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Coppa Italia Primavera, a trionfare è la Fiorentina!

La Fiorentina conquista la Coppa Italia Primavera superando in finale il Torino. Un confronto che, seppur non regalando grande spettacolo, ha consacrato un grande attaccante: Dusan Vlahovic

L’andataUna settimana fa, al Franchi di Firenze, è andato in scena il primo atto. Un confronto duro, senza troppe occasioni da gol, all’esito del quale a risultare decisiva è stata la prestazione  del centravanti viola Vlahovic, vero mattatore dell’incontro con una straordinaria doppietta. Un due a zero, forse bugiardo, che ha indirizzato il trofeo verso Firenze, chiamando il Torino ad una miracolosa rimonta.

Le formazioni– Come sette giorni fa, ambo gli allenatori non rinunciano al tridente pesante, ma con attori diversi. I granata affidano le chiavi dell’attacco ancora a Rauti, affiancato però oggi da Petrungaro al posto di Damascan. I viola rispondono con l’osservato speciale Vlahovic, spalleggiato da Montiel e Koffi, quest’ultimo preferito a Maganjic.

Vlahovic “el Matador”– Varia la data, lo stadio e qualche interprete, ma il risultato è sempre lo stesso. Per gran parte del primo tempo, Torino e Fiorentina si studiano, creano qualche occasione fin quando Vlahovic non decide che sia l’ora di colpire. Al 36′ recupera un pallone sulla trequarti granata e viene steso in area. Calcio di rigore. Dal dischetto si presenta lo stesso Vlahovic che, di fronte ai tifosi della Curva Maratona, batte Gemello con un “cucchiaio” delicato a cui segue un’esultanza di cattivo gusto che genera un acceso parapiglia. I padroni di casa provano a reagire, ma accusano il colpo. Da lì all’intervallo non succede più nulla. La coppa è alle porte di Firenze. 

Un toro fermo al palo– Per ribaltare la situazione al Torino servono quattro gol in soli 45 minuti. I ragazzi di Coppitelli, come da tradizione del vecchio cuore granata, non mollano. I primi venti minuti giri di lancette sono un assedio alla porta di Ghidotti: prima Onisa colpisce in sequenza un palo ed un traversa, poi Rauti riceve tra le linee, si gira e dal limite dell’area lascia partire un tiro che si insacca alla sinistra dell’estremo difensore viola. Un piccolo passettino è stato fatto, ma la strada è ancora lunga. Il Toro carica a testa bassa e al ’63 guadagna un calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Rauti che spiazza Ghidotti colpendo però la base del palo. Un errore che ha l’effetto di un k.o. tecnico. I viola riescono ad alzare un po’ il baricentro allentando la pressione, prima di subire le ultime sortite dei piemontesi. Gli ultimi minuti sono una passerella della Fiorentina che all ’89 sigla anche il gol vittoria con Maganjic, bravo a battere Gemello con un destro sul secondo palo.

Dopo sette lunghi anni il trofeo torna sulle sponde dell’Arno. Della valle, in una delle settimane più difficile della sua gestione, non può che ringraziare i suoi giovani talenti che, con questo trionfo, gettano sicuramente un alone di ottimismo nell’ambiente toscano.

 

Torino (4-3-3): Gemello; Gilli, Ferigra (dal ’72 Murati), Sportelli (dal ’40 Marcos Lopez), Singo; B. Kone, Onisa, De Angelis; Belkheir (dal ’64 Moreo), Rauti, Petrungaro. A disp. Trombini, Fasolino, Ambrogio, Michelotti, Isacco, Ghazoini, Garetto, O. Kone, Del Bianco. All. Coppitelli

Fiorentina (4-3-3): Ghidotti; Ferrarini, Gillekens, Antzoulas, Simonti; Hanuljak (dal ’71 Meli), Lakti, Beloko; Montiel (dal ’87 Pierozzi), Vlahovic (dal ’87 Longo), Koffi (dal ’52 Magankic). A disp. Chiorra, Ponsi, Dutu, Gorgos, Nannelli, Kukovec, Fiorini, N. Pierozzi, E. Pierozzi. All. Bigica.

Marcatori: ’38 Vlahovic (F); ’53 Rauti (T); ’89 Maganjic (F)

 

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