La Redazione di Momenti di Calcio ha intervistato l’ex calciatore della Fiorentina, Daniele Amerini, per un punto sulla situazione in casa Viola.
Queste le sue parole…
Oggi Cecchi Gori ha parlato della sua Fiorentina. Perché Cecchi Gori secondo lei è riuscito a vincere qualcosa, coppa italia e supercoppa italiana, mentre i Della Valle niente, eppure ai tempi di Vittorio c’erano le cosiddette 7 sorelle che monopolizzavano il campionato e vincere era difficilissimo?
Io c’ero agli inizi dell’era Cecchi Gori ed erano tempi in cui Cecchi Gori investiva, metteva soldi e spesso di tasca propria; faceva anche più di quello che poteva fare. Ha portato giocatori come Batistuta, Edmundo, Rui Costa, ha investito molto ed è arrivato quasi al pari nell’anno di Trapattoni a giocarsi lo scudetto. Nel calcio quando investi sui giocatori forti, o lotti per vincere o ci vai vicino. Purtroppo la Fiorentina dei Della Valle ha un’altra politica. Ci ha provato qualche anno con investimenti oltre alle proprie aspettative, è andato fuori budget, è tornato sui suoi passi, in autofinanziamento e quindi si fa fatica a competere con delle squadre che hanno altri budget e altri introiti.
Perché secondo lei tra i Della Valle e Firenze non è mai decollato il rapporto, eppure loro hanno preso la squadra in C2, hanno investito tanti soldi, hanno regalato ai tifosi 8/9 anni di calcio spettacolo con Prandelli e Montella riportando la Fiorentina in Champions?
Il rapporto è peggiorato negli ultimi anni. Al tifoso viola piace il bel calcio, aver la bandiera, il giocatore simbolo, ha visto Antognoni, Baggio, Batistuta… quindi la politica da imprenditore più che da vero tifoso, e il fatto di non vederli quasi mai qua a Firenze, probabilmente disturba il tifoso della Fiorentina. Sono due modi diversi di vedere il calcio e per questo i tifosi e i Della Valle non si amano…
Muriel è stato un grande acquisto per la Fiorentina: si aspettava un impatto così forte del colombiano a Firenze?
Io dissi a suo tempo che secondo me la prima partita che avrebbe giocato sarebbe stata anche la migliore (con la Samp ndr.), infatti così è stato. Poi ha dato peso all’attacco e dimostrato insieme a Chiesa di essere un giocatore su cui puntare e su cui cercare di costruire un futuro.
A cura di Raffaele La Russa

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre

