La redazione di Momenti Di Calcio ha avuto il piacere di intervistare Davide Stuto, Direttore Sportivo del Nevezis e Procuratore Sportivo facente parte della Best Soccer Management.
Queste le sue parole…
1) Innanzi tutto vorremmo chiederle quale delle 2 attività le piace di più e quale le da più soddisfazione.
Sono due attività diverse, e anche se poi sono abbastanza collegate tra loro. Direi che non c’è ne è una preferita all’altra, semplicemente in alcuni momenti della stagione è più bello fare il direttore sportivo perchè hai la possibilità di costruire una squadra, che è la parte divertente del lavoro, magari dall’altra parte, appena finito il mercato e iniziati i campionati, la parte da procuratori diventa poi più lunga, perchè devi andare a gestire le problematiche dei ragazzi e le eventuali insoddisfazioni, o anche andare a parlare con i club per capire quali sono le esigenze dei giocatori che si sono portati in quella squadra.
Sono due attività collegate e sono tutte e due molto belle, adesso mi sto dedicando di più al direttore sportivo lasciando a Gianluigi Marraffa l’attività di procuratore, mentre io e Alessio Baronchelli ci stiamo concentrando di più sul progetto lituano.
2)Ci può raccontare qualcosa della sua esperienza come direttore sportivo di questa squadra? Come si lavora in Lituania e quali differenze ci sono con gli altri paesi?
Il calcio lituano è ancora in fase di sviluppo, non hanno molte strutture ma c’è un programma per costruirne altre, soprattutto a Vilnius, e questo sicuramente incrementerà il livello del calcio lituano. Ci sono 4-5 programmi di costruzione di campi indoor, dato che il clima è molto rigido e quindi giocano al chiuso. Per il primo anno i ragazzi iscritti alle accademie hanno superato quelli del basket, che è lo sport nazionale. Quindi si sta andando verso uno sviluppo, ripercorrendo un po’ quello che è accaduto in Belgio qualche anno fa, perchè si è capito che rispetto al Basket, il calcio è un veicolo diverso anche a livello di introiti.
3) In Lituania il calcio a che punto è? Mi spiego: quella è tradizionalmente terra di cestisti e il basket è lo sport principale del Paese, Cosa si potrebbe fare, secondo lei, per far sì che anche lì esca fuori un George Weah, un Didier Drogba, ovvero campionissimi nati in terre povere?
La Lituania fino a qualche anno fa era molto povera per via dei noti problemi con l’Unione Sovietica, nel regime dittatoriale comunista che la influenzava parecchio. Da quando c’è stata la indipendenza è una delle poche nazioni europee con il PIL sempre in crescita, ed è considerata una nazione in via di sviluppo, e come dicevo prima anche il calcio sta andando in questa direzione.
Il livello ovviamente non è altissimo, soprattutto nelle giovanili, ma essendo una popolazione molto fisica, secondo me portando dei tecnici e formatori italiani nelle loro accademie si possono andare a formare giovani interessanti, perchè come sappiamo il calcio anche in Italia e Inghilterra sta diventando molto fisico e intenso e lì non hanno niente da invidiare. Sono carenti dal punto di vista tattico e tecnico, ma su quello si può lavorare portando i nostri tecnici lì.
Noi della Best Soccer Management abbiamo intenzione di fare questo e vedo molte possibilità di riuscita.

4)Veniamo ai nostri giovani: lei insieme a Baronchelli e Marraffa gestisce la Best Soccer Management, ovvero una società di procuratori sportivi operanti soprattutto con i giovani. Voi svolgete il vostro lavoro sempre insieme oppure i vostri compiti sono ripartiti?
I nostri compiti sono ripartiti, soprattutto adesso che siamo entrati nella società lituana, io e Alessio Baronchelli ci occupiamo di più di questo lato qua che ci porta via molto tempo, mentre Gianluigi Marraffa si occupa poi del ruolo di procuratore.
Però essendo di tutti e tre la società, ci aiutiamo nei vari compiti. In generale in questo momento i compiti sono ripartiti.
5) Ci risulta che la vostra società ha effettuato anche dei trasferimenti di alcuni calciatori in squadre estere: è più esaltante per lei portare a termine una trattativa tra squadre di diversi paesi o la soddisfazione è uguale come se il trasferimento fosse avvenuto tra squadre italiane?
La soddisfazione di concludere un’operazione come quella di Claudio Bonanni in Albania, o Elia Spaltro in Lituania è maggiore, perchè ti vai a scontrare con culture e mentalità differenti e quindi sei messo ancora di più alla prova, perchè è più difficile concludere un’operazione con culture e finanze che non si conoscono o che si conoscono meno.
Per quanto mi riguarda c’è più soddisfazione a concludere un’operazione all’estero, ovviamente facendo questo di lavoro anche in Italia la soddisfazione è tanta.

6) Cosa pensa del mestiere di procuratore sportivo: in Italia questa figura è ancora controversa perchè si passa da personaggi discussi come Raiola che dà sempre la sensazione di muovere i suoi assistiti come su una scacchiera(pensiamo a Ibrahimovic spostato ogni anno da una squadra all’altra con contratti multimilionari con provvigioni pazzesche a suo favore)a procuratori “ Normali” che fanno il proprio lavoro nell’interesse solo del loro assistito.
Secondo me i procuratori sono anche un po’ troppo demonizzati; si può lavorare facendo sì gli interessi del giocatore, e poi anche del procuratore, ma mettendo comunque davanti quelli che sono gli interessi dei calciatori.
Io credo che tutti gli assistiti di Raiola siano contenti: sfido qualsiasi assistito di Raiola a trovarne uno che non sia contento del lavoro del proprio procuratore, poi si può discutere sui modi, ma sicuramente sono contenti, perchè ogni volta che fanno un trasferimento vanno a guadagnare tanti soldi in più, e vanno a guadagnare anche in termini sportivi, perchè è facile che li porti a giocare in squadre che hanno grosso appeal e ambizioni.
Lui fa i suoi interessi, ma i giocatori non ci rimettono di certo. Lui fa il suo lavoro alla grande, poi ripeto, i modi non li condivido appieno, però non sta facendo niente di sbagliato nei confronti dei suoi assistiti, che con lui sicuramente fanno valere i loro interessi a discapito dei club.
7)La professione di procuratore sportivo si è molto evoluta negli anni: oggi un ragazzo giovane, potendo scegliere tra tanti, in base a quali elementi sceglie il suo procuratore?
Se parliamo di un ragazzo giovane, dovrebbe scegliere in base al rapporto umano che siamo i ngrado di creare.
Noi con i nostri assistiti abbiamo un rapporto quotidiano: su qualsiasi problematica che si può presentare, sia dal punto di vista sportivo, sia dal punto di vista personale.
Spesso capita che al mattino ci scrive qualche nostro assistito che passa in ufficio per parlare, sfogarsi e qualsiasi altra cosa. Credo che il primo impatto deve essere questo.
Poi più si sale di livello più contano le possibilità che un procuratore può metterti davanti, dove magari questo procuratore ti può portare a giocare, ma il lato umano deve prevalere su quello che poi è quello sportivo, che va di pari passo, ma quello umano quando si parla di ragazzi di 16-17 anni deve prevalere. Avere un appoggio al di là della famiglia, che è importantissima da questo punto di vista, secondo me è fondamentale.
8)ci incuriosisce una cosa: come nasce realmente una procura: è il ragazzo, sono i suoi genitori che cercano il procuratore o è il procuratore che cerca il ragazzo?
Possono essere tutte e due, a noi capitano entrambi le cose: ragazzi che ci cercano per parlare con noi, e ragazzi che tramite i nostri osservatori che abbiamo in tutta Italia, magari siamo noi a contattarli perchè vediamo qualcosa di interessante, quindi poi sicuramente il primo contatto avviene sempre e solo con i genitori e mai con ragazzi che sono minorenni, perchè giustamente non possiamo parlare direttamente con loro. Se si parla poi di calciatori maggiorenni allora si parla direttamente con loro.
9) La sua scuderia oggi ha in mano un nuovo Donnarumma?
Si, me lo auguro, io ho molte speranze su Marco Ventura, portiere dell’Albissola classe 2002. E’ un portiere con grosse prospettive.
Quest’anno ha incontrato un preparatore dei portieri molto bravo come Domenico Doardo, ex portiere del Genoa, e può avere la possibilità di crescere molti.
Abbiamo grosse speranze perchè è un ottimo prospetto, ha fatto il settore giovanile nella Sampdoria, è un portiere che può diventare un portiere di livello. Da quì a dire che è il nuovo Donnarumma andrei un pò più cauto, però sicuramente è un grande portiere che si può togliere e farci togliere grosse soddisfazioni.
A Cura di Raffaele La Russa e Arianna Guarrera De Angelis

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre

