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Nazionale Italiana, il primo bilancio di sei mesi di Mancini: senza luci e senza ombre

Ieri sera, anche se in extremis, è arrivata la terza vittoria dell’era Mancini: due contro Polonia e USA raggiunte allo scadere delle gare è una contro l’Arabia Saudita che non può fare testo.

Di contro, analizzando i numeri, quella di ieri sera è stata la terza partita consecutiva chiusa senza subire gol ma gli avversari non erano straordinari considerato che il Portogallo giocava pure senza Cristiano Ronaldo.

In sostanza il bilancio di Mancini è il seguente:nove partite con due sole sconfitte (contro il Portogallo e 3-1 contro la Francia), quattro pareggi e tre quattro e tre vittorie. Otto i gol fatti, otto quelli subiti.

Se il bilancio tutto sommato è senza infamia e senza lode, la preoccupazione rimane ancora tanta: l’unica certezza sinora acquisita è il modulo (4-3-3) e il doppio regista Verratti-Jorginho.

E se in difesa Chiellini e Bonucci possono garantire certezza in attacco il pianto è davvero immenso: Mancini li ha provati tutti da Balotelli a Immobile, da Berardi a Lasagna per finire a Kean ma tutti hanno deluso le aspettative dimostrandosi non all’altezza di un centravanti della nazionale italiana.

Mancini dovrà porre riparo a questa enorme lacuna o cambiando sistema di gioco o sperare che il campionato fornisca qualche indicazione da qualcuno non ancora provato ( tipo Rossi e Cabrini del 1982 tanto per fare un esempio).

Diversamente il lavoro di Mancini di costruire una nazionale competitiva sarà davvero arduo.

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