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L’Italia vince in Polonia ed evita la retrocessione. Decide Biraghi al 91’

A Chorzow, la Nazionale di Mancini esibisce la miglior prestazione del ciclo del ct e si porta a casa i 3 punti al secondo minuto di recupero. Vittoria meritatissima, alla luce del bel gioco e delle tante occasioni sprecate. I polacchi retrocedono in Lega B, gli Azzurri possono ancora sperare nel primo posto.

Il cielo italiano, da oggi, è forse un po’ più azzurro. L’Italia espugna la Polonia, rispedendo al mittente la magra impressione lasciata a Bologna all’andata, e ottiene un doppio – se non triplo – risultato: evita matematicamente la retrocessione, condannando i polacchi a ripartire dalla Lega B della Nations League, e contemporaneamente tiene ancora accesa la speranza di conquistare il primo posto e dunque la Final Four. Merito di un impensabile guizzo finale a firma Cristiano Biraghi, al primo centro in Nazionale. Uno 0-1 che sa tanto di giustizia e liberazione, perché la Nazionale di Mancini disputa la miglior partita da quando il commissario tecnico di Jesi è in carica. Una prestazione a tratti entusiasmante e certamente inedita, con un palleggio raffinato, un controllo quasi totale della manovra e occasioni a pioggia, spesso frustrate dall’ottimo Szczesny e altrettanto spesso dall’imprecisione dei nostri sotto porta. Sensazioni che, a memoria, non si provavano dall’ottavo di finale di Euro 2016 contro la Spagna. Un punto di partenza da cui trarre spunto. Finalmente, in fondo a un tunnel nerissimo, inizia a vedersi una parvenza di luce.

La cronaca della partita

Meno di un minuto e la traversa polacca trema: a scuoterla è un destro a giro dal limite di Jorginho, che maledice la sfortuna a Szczesny battuto. È il segnale che l’Italia c’è. E gioca benissimo, costringendo la Polonia a rimanere rintanata nella propria trincea. Chiesa, Insigne e Bernardeschi creano e concludono, ma la porta di casa non viene violata. E alla mezz’ora anche il folletto del Napoli sbatte contro la traversa con una spaccata ravvicinata. Poi, dai minuti successivi, inizia lo Szczesny show: respinta su Jorginho, gran colpo di reni su un colpo di testa di Chiellini, smanacciata su Florenzi. Della Polonia, se si esclude una minaccia portata da Milik e sventata provvidenzialmente dal corpo di Biraghi, non c’è traccia dalle parti di un Donnarumma in versione spettatore.

I cambi effettuati nell’intervallo dal ct polacco Brezczek, che ridisegna la propria squadra con un 4-4-2, sembrano rendere più difficoltoso il compito all’Italia. E Grosicki, uno dei due neo entrati assieme all’ex viola Blaszczykowski, chiama Donnarumma al primo intervento della sua gara. Poi l’Italia riprende a macinare gioco e a creare palle gol: Biraghi si mangia il vantaggio da buona posizione, Chiesa si vede annullare lo 0-1 per fuorigioco di Insigne, Florenzi e soprattutto Bernardeschi sprecano un’incredibile chance a testa davanti a Szczesny. Ci vuole però un grande Donnarumma per negare la rete al solito Grosicki, prima che Milik sprechi tutto. Sembra un match avviato verso lo 0-0, ma al 2′ di recupero ecco quello che non ti aspetti: angolo da destra, spizzata dell’esordiente Lasagna e Biraghi, da un metro, batte finalmente Szczesny. È il gol da 3 punti.

La statistica chiave

69% di possesso palla a 31, 13 conclusioni a 5, 655 passaggi completati contro 259. Sono i dati principali del dominio azzurro in Polonia, giustamente concretizzato dalla rete in zona Cesarini di Biraghi.

Da Eurosport

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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