Alla Lazio stanno mancando i gol e gli assist di due giocatori in particolare, Luis Alberto e Milinkovic Savic e il Ds Tare ha parlato a La Repubblica del momento che sta vivendo la società biancoceleste.
“Per Sergej Milinkovic Savic è soprattutto una questione di condizione fisica: è arrivato tardi a causa del Mondiale e così gli manca la preparazione atletica di base, che è fondamentale per uno pesante come lui. Non a caso, l’anno scorso, ha iniziato a segnare con regolarità dalla fine di ottobre. Poi può aver influito quel ‘parto o resto’ durato tutta l’estate. Alla fine è rimasto e deve entrare in forma”.
Il direttore sportivo della Lazio parla anche di Luis Alberto.
“Per lui, invece, è una questione di testa – ha sottolineato – ha bisogno di sentirsi intoccabile, ma in un club come la Lazio non è possibile sbagliare cinque gare di fila e pensare di rimanere titolare.
Le gerarchie le decide il campo, si chiama meritocrazia. E così, dopo due gare giocate male, al 55’ della terza esci e alla quarta stai in panchina”.
12 gol e 21 assist in tutta la scorsa stagione, numeri eccezionali che contrastano con gli appena due gol segnati fin qui. Certo, siamo solo all’inizio, ma lo spagnolo deve svegliarsi: “Deve riconquistare il posto da titolare, da uomo – ribadisce Tare – e tornare a fare la differenza.
E’ un giocatore da Real Madrid, il suo valore l’ha già dimostrato. Ora deve fare il salto di qualità. Per lui è l’anno della consacrazione, ha bisogno di migliorare la condizione e di lavorare sull’autostima”. Anche perché ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti.
Tre competizioni sono tante e il turnover è all’ordine del giorno: “Il modello è la Juve. Che da sempre gioca tutto – ha continuato il ds biancoceleste – per noi la priorità resta il campionato, l’obiettivo è la Champions. Sarà dura, quest’anno la Serie A è più equilibrata. Dalla quarta alla dodicesima ci sono solo quattro punti”.
Infine, Tare ha speso una parola anche sugli acquisti estivi, che hanno allungato la rosa a disposizione di Simone Inzaghi.
A partire da Correa: “E’ un giocatore da sogno e con un po’ di fortuna in più sarebbe già stato a 3-4 gol. Servono pazienza e fiducia, ma esploderà.
Lui e Immobile sono i nostri contropiedisti, complementari con Luis Alberto e Caicedo. Possono giocare tutti in coppia”.
Poi Badelj, sostituto naturare di Lucas Leiva: “Se mi aspettavo di più da lui? E’ un capitano, un leader. In panchina soffre. Ma io gli avevo parlato, sapeva di non avere il posto assicurato e ha accettato la sfida.
Come Berisha, un altro che ama caricarsi la squadra sulle spalle: entrambi saranno importanti”. Infine il rapporto con i tifosi: “Ho apprezzato tanto l’incoraggiamento alla squadra prima della gara contro la Fiorentina – ha detto – la spinta dell’Olimpico è fondamentale.
L’ideale sarebbe passare da 30mila a 40mila presenze di media. Mi emoziona, per esempio, il senso di appartenenza che esiste in Germania: l’Amburgo, in Serie B, ha 55 mila spettatori fissi, il Kaiserlautern 45mila in C…”

