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Fiorentina bella, ma anche incompiuta: tutti i limiti della squadra di Pioli

La Fiorentina finora si è dimostrata squadra bella in casa ma incompiuta fuori dove ha rimediato tre sconfitte e un pareggio.

Tuttavia la squadra gioca bene: a Napoli e a Roma ha perso solo per un unico errore difensivo e a Milano con l’Inter ha perso per uno scandaloso arbitraggio che ha consegnato la vittoria ai nerazzurri.

Ma… ci sono alcuni ma…che fanno interrogare la piazza fiorentina.

Ad esempio, la mancanza di coraggio del suo tecnico Pioli nelle gare contro formazioni più forti.

A Napoli, per esempio, dopo un primo tempo brillante ci si e chiusi nella propria metà campo rinunciando a giocare sino a quando, ovviamente, a dieci minuti dalla fine non è arrivato il gol di Insigne su disattenzione di Pezzella.

Con la Lazio, poi, non si è riusciti a rimontare contro una squadra ferma, che giocava in nove (Milinkovic e Marusic non ne hanno presa una) per non aver avuto il coraggio di osare spostando Veretout più avanti a sostegno di Simeone inserendo Dabo al suo posto a centrocampo.

Che significato ha avuto l’ingresso di un camminatore come Eysseric quando fino a quel momento già Pjaca sonnecchiava?

Un altro grosso problema è la gioventù della squadra viola.

Sotto porta non c’è freddezza (incredibile il gol sbagliato da Benassi con la Lazio) e tantissimi ultimi passaggi sbagliati.

Perché non hanno inserito qualche giocatore più esperto ad esempio a centrocampo?

La squadra segna poco: se togliamo l’illusione Chievo con quei 6 gol, la fatica a segnare è proprio tanta e la spiegazione è semplice: Simeone è troppo solo lì davanti e non ha un ricambio adeguato.

Perché non si è preso un vecchio bomber alle sue spalle?

Mirallas non è un centravanti prima punta e Vlahovic ancora acerbo per la Serie A: la speranza è che Corvino per gennaio colmi anche questa lacuna.

Così come un ulteriore problema è la mancanza vera di un regista: perso Badelj questo ruolo ora viene espletato da un giocatore in prestito come Gerson che, per caratteristiche tecniche, non ha le qualità per farlo.

E allora Pioli adatta Veretout: ma tenendo basso il Nainggolan della squadra, viene meno una freccia decisiva allo scacchiere offensivo viola.

Più o meno lo stesso errore commesso da Di Francesco a Roma e corretto da Spalletti a Milano.

In più Veretout non ha le caratteristiche di un regista essendo più un incontrista ed ecco che allora si fa aiutare nell’impostazione da Milenkovic.

Ma perché tutto questo marchingegno? Non era più semplice o meglio non sarebbe meglio a gennaio comprare un regista?

E, per chiudere: sicuri che Benassi e Biraghi siano due punti di forza e non di debolezza della squadra viola?

Benassi è l’Hernanes della situazione: giocatore senza ruolo e senza posizione in campo che svaria ovunque e sbagliano tantissimo sia in attacco che in difesa.

A Roma è stato decisivo negativamente sia per il gol incredibilmente mangiato che per aver perso la marcatura di Immobile sul gol laziale.

Biraghi crossa bene alla Pasqual ma lì davanti c’è Simeone e non Luca Toni : servire alto e tagliato l’argentino equivale a non fargli prendere quasi mai palla.

E in difesa lascia spesso a desiderare : Lazzari della Spal costrinse Pioli a sostituire il terzino che, oltretutto, ha grandi limiti tecnici nei passaggi.

Per gennaio c’è lavoro per Pantaleo Corvino…

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