La luce di colore blu emessa da computer, smartphone e tablet NON è dannosa per la vista.
Almeno secondo l’American Academy of Ophtalmology (Aao), l’organizzazione no-profit che rappresenta gli oftalmologi statunitensi.
L’organizzazione si è espressa su questo tema a seguito della notizia circolata sulla stampa internazionale a partire da uno studio su Scientific Reports, per cui la luce blu proveniente da dispositivi digitali e dal Sole (raggi ultravioletti) potrebbe far molto male alla vista.
Negli scorsi mesi, un gruppo di chimici dell’Università di Toledo aveva pubblicato una ricerca su Scientific Reports, spiegando che la continua esposizione alla luce blu può causare la morte di alcuni componenti cellulari della retina e che, stando a precedenti evidenze su animali, potrebbe aumentare il rischio di degenerazione maculare – una patologia generalmente legata all’età, che può portare alla perdita della vista.
Ma rileggendo il testo, gli oftalmologi statunitensi dell’Aao hanno deciso di fornire la loro opinione: ferma restando la validità del risultato dello studio, ciò su cui si deve discutere è l’interpretazione, soprattutto quando assume toni allarmistici.
Infatti, gli esperti dell’Aao sottilineano che l’esperimento non riproduce ciò che realmente avviene nell’occhio umano: le cellule testate nello studio, che non sono prelevate dalla retina o dall’occhio, sono esposte alla luce in laboratorio, dunque non come avviene quando si sta naturalmente sotto la luce del Sole.
Così, da questa ricerca non si può trarre la conclusione che la luce degli schermi faccia male. Facendo un passo ulteriore, gli esperti Aao rassicurano del fatto che la luce blu di smartphone, tablet e pc non è dannosa.
(Fonte La Repubblica)

