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Juventus, l’addio di Marotta: 14 titoli e fatturato da record

Non c’è alcun dubbio che Beppe Marotta è stato tra i principali artefici dello straordinario ciclo juventino che sembra non avere mai fine.

Arrivato alla Juve nell’estate del 2010 dalla Sampdoria insieme a Fabio Paratici, il 61enne dirigente è stato nominato dg il 1° giugno 2010 e il 27 ottobre è entrato nel CdA assumento la carica di ad.

Dopo una prima stagione negativa (solo un settimo posto in campionato), con lui al timone la Juve ha vinto 14 trofei in otto anni (7 scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane).

Il suo grande merito è stato anche quello di sistemare i conti dei bianconeri, passati da un fatturato di 153, 9 milioni al 30 giugno 2011 ai 504,7 milioni del 30 giugno 2018, con il record di 562,7 mln del 2017 grazie alla cessione di Paul Pogba al Manchester United per 110 milioni.

I successi nei conti, scrive Sportmediaset, sono andati di pari passo con le vittorie conquistate sul campo.

In questi otto anni sono stati tanti i campioni che sono transitati a Torino e che hanno fatto le fortune di Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri poi. Leonardo Bonucci e Andrea Barzagli, due pezzi fondamentali della storica BBC sono sbarcati a Torino nell’estate del 2010.

L’anno dopo è stata la volta di Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Stephan Lichtsteiner e Mirko Vucinic.

Nel 2012 il suo più grande capolavoro, l’arrivo di Paul Pogba a parametro zero dal Manchester United, la cui cessione due anni fa proprio ai Red Devils ha generato un effetto economico positivo di circa € 72,6 milioni, al netto del contributo di solidarietà e degli oneri accessori”. Con il francese arrivarono anche Giovinco e Asamoah.

Poi è stato il turno di Tevez, Llorente e Ogbonna. Nell’anno della prima finale di Champions la squadra venne rinforzata con Morata, Coman, Pereyra ed Evra.

Nel 2015-2016 la sua migliore campagna acquisti: Dybala, Khedira, Mandzukic, Alex Sandro e l’unico neo di Hernanes. Juve che, poi, è stata sempre più rinforzata negli anni a seguire con i vari Higuain, Pjanic, Pjaca, Dani Alves, Benatia, Cuadrado, Bernardeschi, Matuidi, Szczesny, De Sciglio e Douglas Costa.

Un ricambio continuo di campioni sempre con un occhio di riguardo al bilancio, che hanno permesso alla Juve di dominare in Italia in lungo e in largo e di colmare in buona parte il gap economico con le big d’Europa.

E’ mancata solo la Champions League accarezzata due volte ma mai conquistata.

(Fonte Sportmediaset)

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