Da Udine a Genova, a Cagliari: è stata una domenica nera per gli arbitri.
Tanti episodi da moviola e nei ve li riproponiamo come ogni settimana attraverso i resoconti pubblicati dalla Gazzetta dello sport.
CAGLIARI-MILAN 1-1 – Arbitro Abisso di Palermo
Al 2’ del secobdo tempo, Kessie in ritardo su Joao Pedro, cui rifila un calcetto un po’ cattivo, ai limiti del cartellino giallo. L’ivoriano verrà ammonito solo nel recupero, per un intervento su Barella. Al 27’, duro intervento di Srna su Rodriguez, arriva una giusta ammonizione. A cinque minuti dal 90’, in pieno forcing finale, il difensore croato entra in ritardo su Castillejo, poteva essere il secondo giallo. Al 43’, è lo spagnolo a commettere fallo in attacco su Srna, giusto il fischio di Abisso.
JUVENTUS-SASSUOLO 2-1 – Arbitro Chiffi di Padova
Una recriminazione per parte. Al 39’, Duncan segna ma il gioco era fermo per fallo di Djuricic su Cancelo. Al 30’ della ripresa, Cancelo serve Ronaldo che in area va a terra dopo un intervento di Ferrari: Chiffi sceglie bene in entrambe le occasioni. Prima del ciclone dello sputo che costa l’espulsione a Douglas Costa.
ROMA-CHIEVO 2-2 – Arbitro Mazzoleni di Bergamo
Al 38’ Stepinski lanciato in profondità entra in area e cade dopo un contatto con Kolarov: silent check del Var Maresca, tutto regolare. Al 1’ della ripresa ancora un’imbucata per Stepinski, che è in fuorigioco di un niente.
UDINESE-TORINO 1-1 – Arbitro Valeri di Roma
All’11’ Iago scodella in area per Berenguer che con un colpo di testa alla Graziani beffa Scuffet. Ma l’assistente Caliari ha alzato la bandierina e l’arbitro Valeri ha fischiato un attimo prima che la palla finisse in rete, impedendo al Var di intervenire. Il fuorigioco è inesistente, la tecnologia non può scendere in campo. Al 28’, dopo un prolungato contatto con Fofana, Meité perde palla (nella foto) e si avvia il contropiede dell’Udinese che De Paul conclude in rete. C’è più di un sospetto che nella parte finale del suo intervento, il giocatore dell’Udinese tiri giù il braccio dell’avversario, sbilanciandolo. Dalla room var indicano di convalidare il gol. I dubbi però restano.
EMPOLI-LAZIO 0-1 – Arbitro Orsato di Schio
Nei primi cinque minuti Orsato lascia correre da una parte e dall’altra. Ma al 6’ arriva la prima sanzione: Silvestre alza il gomito con Immobile e becca l’ammonizione. Al 30’ gol annullato a Caputo: servito da Bennacer batte Strakosha, il fuorigioco è netto, l’assistente lo segnala subito, Orsato attende che la palla finisca in rete prima di fischiare.
Nei primi cinque minuti Orsato lascia correre da una parte e dall’altra. Ma al 6’ arriva la prima sanzione: Silvestre alza il gomito con Immobile e becca l’ammonizione. Al 30’ gol annullato a Caputo: servito da Bennacer batte Strakosha, il fuorigioco è netto, l’assistente lo segnala subito, Orsato attende che la palla finisca in rete prima di fischiare.
GENOA-BOLOGNA 1-0 – Arbitro Banti di Livorno
Al 16’ il Bologna protesta per un contatto in area genoana fra Okwonkwo e Spolli: l’attaccante rossoblù si lascia cadere. Al 22’ protesta il Genoa per una spinta di Pulgar su Pandev che non fa niente per restare in piedi, ma in questo caso il fallo sembra esserci. Banti lascia proseguire, il Var non interviene. Nel recupero rissa dopo un durissimo fallo di Pulgar su Romulo, che prende il rosso.
Al 16’ il Bologna protesta per un contatto in area genoana fra Okwonkwo e Spolli: l’attaccante rossoblù si lascia cadere. Al 22’ protesta il Genoa per una spinta di Pulgar su Pandev che non fa niente per restare in piedi, ma in questo caso il fallo sembra esserci. Banti lascia proseguire, il Var non interviene. Nel recupero rissa dopo un durissimo fallo di Pulgar su Romulo, che prende il rosso.
INTER-PARMA 0-1 Arbitro Manganiello di Pinerolo
Ahi Var, ci risiamo. E stavolta la questione è molto poco opinabile. L’errore è evidente, la violazione del famoso protocollo indiscutibile, il risultato falsato. Il termine è forte perché l’episodio è clamoroso.
All’11’ del secondo tempo di Inter-Parma, sul risultato di 0-0, per decifrare il contatto tra il pallone scagliato dal tiro cross di Perisic e il gomito destro di Dimarco, che ne devia nettamente la traiettoria, non ha fatto ripartire il gioco e si è messo in contatto con il Var, l’espertissimo Gianluca Rocchi. Tutto come da protocollo. Qualche secondo di attesa mentre scorrevano i replay, l’opinione diffusa in centinaia di migliaia di abitazioni che Manganiello avrebbe disegnato nell’aria il rettangolo della tv, lo stupore di vederlo indicare la ripresa del gioco.
Ma come, niente Var? Rocchi non gli ha suggerito di andare a rivedere le immagini? È questo l’errore clamoroso della prestazione di Manganiello, ammesso anche dai vertici arbitrali. Non aver concesso il rigore all’Inter – secondo noi c’era – è una conseguenza, e comunque rientra nella sfera delle opinioni. Ma non aver controllato l’episodio con una “Ofr”, cioè una on-field review – tradotto: doveva andare a rivedere le immagini a bordo campo – è una violazione del protocollo. L’arbitro ha deciso di affidarsi al giudizio dei colleghi predisposti alla Var. Ha sbagliato. Ovvio che sia un concorso di colpa con Rocchi e l’assistente al var Liberti, ma Manganiello ha la responsabilità più grave, perché il protocollo stabilisce che chi sta davanti al video può solo suggerire, mentre la decisione finale spetta sempre al direttore di gara. Ora, posto che il protocollo è lo stesso dell’anno scorso, non si capisce perché in questo campionato l’utilizzo della Var sia meno uniforme e il potere discrezionale degli arbitri aumentato. È solo conseguenza del metro utilizzato al Mondiale o è una crisi di rigetto dopo un primo anno di felice convivenza? Speriamo di no, perché se così fosse il campionato italiano un grosso problema.
Di problemi ieri Manganiello ne ha avuti parecchi. Per ironia della sorte, lo stesso giocatore che aveva provocato il rigore del possibile 1-0 dell’Inter va a segnare (con un gran gol) la rete della vittoria del Parma. Ma sulla traiettoria del pallone scagliato dalla distanza dal giocatore gialloblù, c’è un compagno di squadra oltre la linea, che sembra impedire ad Handanovic una corretta visuale: fuorigioco passivo o da sanzionare?
Anche qui, perché non interrogare il Var (che evidentemente non segnala nulla)? Il portiere dell’Inter a fine gara è furibondo, a noi resta il dubbio. In precedenza, altre due decisioni davvero discutibili del direttore di gara, entrambe nei primi minuti della gara. Al 3’, l’interista Gagliardini entra a gamba tesa e col piede a martello su Di Gaudio: fallo da cartellino arancione ma Manganiello incredibilmente non fischia nemmeno la punizione. E un minuto più tardi non si accorge che Sepe volutamente butta in campo un secondo pallone per non consentire all’Inter di battere una rimessa in zona d’attacco. Comportamento scorretto, da giallo. Che non arriva.
NAPOLI-FIORENTINA 1-0 Arbitro Fabbri
— All’8’ il Napoli invoca un calcio di rigore. Scontro dubbio in area viola tra Milenkovic e Mertens: Fabbri lascia giocare e il Var non interviene; corretto. Altro contatto al 22’: lancio in area viola per Zielinski che si scontra con Pezzella e si lascia andare a terra, l’arbitro non ha dubbi e fa giocare. Come quando il pallone finisce sul braccio di Mario Rui nell’area di rigore del Napoli: tocco involontario. Al 31’ Koulibaly dà una manata a Simeone, ci stava l’ammonizione. Tre minuti più tardi, giusto il giallo a Chiesa per un’entrata in ritardo su Hamsik.
FROSINONE-SAMPDORIA 0-5 Arbitro Irrati
Non esistono partite facili, nemmeno per gli arbitri. Fischi e ammonizioni complessivamente giusti per l’arbitro Irrati, che però forse grazia Molinaro. Nel finale, direttore di gara bravo a tenere a bada il nervosismo dei giocatori del Frosinone, alla terza sconfitta in quattro partite.

