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Stadio della Roma, Pallotta: “Se bloccano il progetto, me ne vado”

Sono passati quasi sei anni dalla firma dell’accordo tra Parnasi e Pallotta. Da quel 31 dicembre 2012, il progetto non ha ancora concluso il proprio iter burocratico.
Scrive la Gazzetta dello Sport che è passato attraverso due delibere dell’assemblea capitolina ma non ha ancora ottenuto la variante al piano regolatore, condizione necessaria per iniziare i lavori.
L’area di Tor di Valle, scelta dopo una lunga selezione, ha subito ogni tipo di contestazione: dai residenti, dagli ambientalisti, dagli assessori: il progetto ha resistito anche a Mafia Capitale.
Prima dell’estate, il Consiglio comunale avrebbe dovuto approvare la variante al piano regolatore, ma l’inchiesta Rinascimento – ribattezzata Stadio Capitale – l’ha travolta.
Parnasi e i suoi collaboratori arrestati per associazione a delinquere e corruzione.
Il club giallorosso,scrive sempre il quotidianosportivo,  che in questa vicenda è parte lesa, ha subito chiesto che l’iter ripartisse. “È un nostro diritto”. Ma dal 13 giugno, il giorno degli arresti, la macchina non si è più mossa.
Il dossier Tor di Valle è fermo, mentre la pazienza di James Pallotta si sta esaurendo.
Il presidente della Roma lo ha detto in tutte le salse: “Se bloccano lo stadio me ne vado”. Lui e i suoi soci sembrerebbero disposti a rilevare la parte di Parnasi diventando di fatto gli unici titolari del progetto.
La nuova dead line concessa al Comune è il 31 dicembre: la Roma si aspetta di festeggiare il Capodanno almeno con la variante urbanistica.
In fondo, saranno passati solo sei anni.
(fonte Gazzetta dello Sport)

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