I tifosi inglesi in Russia hanno intonato sempre lo stesso coro, da molti interpretato come una dichiarazione di superiorità. Ma è veramente così?
“It’s coming home” è stata la colonna sonora che ha accompagnato la squadra di Southgate per tutta la competizione. “Sta tornando a casa” è la semplice traduzione, ma la domanda che tutti si sono fatti è: cosa sta tornando a casa?
La maggioranza dei giornalisti ha attribuito a questo ritornello proprio il significato più arrogante possibile: il soggetto della frase è la Coppa del Mondo e gli inglesi urlano che sta tornando a casa perché sono convinti di vincerla e si sentono i padroni di questo sport, essendo stati loro ad inventarlo alla fine dell’Ottocento.
Come risposta a questa sbruffonaggine, appena l’Inghilterra è stata eliminata sono iniziati i classici sfottò. Il web in queste ore è pieno di fotomontaggi di Harry Kane con le valigie e la scritta “It’s coming home”, mentre sui social spuntano le foto di Bart Simpson che corregge la frase in “It’s NOT coming home” durante la celebre sigla dei Simpson.
In realtà, però, il vero senso di questo coro è diverso ed è tutt’altro che goliardico. Il soggetto della frase è proprio la nazionale inglese, che viene descritta dai suoi stessi tifosi come una squadra che sta tornando a casa perché ci si aspetta sempre un fallimento dagli uomini della Regina, quasi sempre tornati a casa troppo presto. Insomma l’intento degli inglesi era tutt’altro che sfacciato, piuttosto un gesto di autoironia che aveva lo scopo di esorcizzare le tante delusioni che negli ultimi 50 anni ha collezionato la nazionale dei Tre Leoni.
Al di là di questo equivoco l’Inghilterra ha ancora un terzo posto da giocarsi e i suoi tifosi possono essere orgogliosi della spedizione russa.
Piercarlo Cao

