La capocciata di Varane indirizza la gara a cinque minuti dall’intervallo. Alla Celeste, pur volenterosa, manca troppo Cavani. Chiude Griezmann, su gentil concessione di un disastroso Muslera.
È finita come forse si poteva prevedere. La Francia strappa il primo pass per le semifinali di Russia 2018, regolando per 2-0 l’Uruguay del Maestro Tabarez. Finisce ai quarti la favola della Celeste, per la quale ha pesato significativamente l’assenza per infortunio del Matador Cavani.
LA PARTITA – Confermate le indiscrezioni della vigilia: da una parte va fuori Matuidi per squalifica, rimpiazzato da Tolisso (positiva la sua prova); Stuani è invece la soluzione adottata per sopperire all’assenza di Cavani. E non può essere la stessa cosa.
Uruguay che sceglie un approccio pimpante, la Francia sbanda un po’; al 16′, però, anche i galletti hanno la loro chance: troppo precipitoso Mbappè, che cestina l’occasione. La partita è vibrante, l’arbitro Pitana distribuisce qualche giallo. Da uno di questi – ai danni di Bentancour – nasce la situazione del primo gol: piazzato di Griezmann che trova Varane ben appostato in area, che gira di testa in porta il pallone dell’1-0. Suarez e soci cercano una reazione immediata: Lloris è prodigioso sulla zuccata di Caceres, pescato in area da Torreira (uno dei migliori tra i suoi).
GIUSTIZIERE GRIEZMANN – L’importanza di tale intervento viene amplificata da quanto accade nella ripresa. Francia che gestisce meglio il possesso e, quando può, sollecita la retroguardia uruguayana; i ragazzi di Tabarez, invece, denotano limiti nella zona di creazione (negativo Bentancour, impalpabile Vecino), acuiti forse dai primi cedimenti dovuti alla stanchezza.
Accade poi che Muslera diventi un inatteso protagonista: dapprima si macchia di una leggerezza che poteva costar cara in disimpegno, e poi completa la frittata compiendo una papera colossale su un mancino non irresistibile di Griezmann. La partita, di fatto, si chiude qui.
Onore allo sconfitto Uruguay, sfortunato a perdere Cavani nel momento clou della competizione; giù il cappello davanti a una Francia-monstre, che dispone dell’organico forse più completo della rassegna.

