Pesano le incertezze societarie, di mercato ed europee, ma il tecnico rossonero ci sta mettendo la faccia, anche con i giocatori
La Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina si sofferma sul mercato del Milan e sulla posizione in stabd by di Rino Gattuso.
Ecco i passi salienti : Fassone racconta come l’ allenatore e d.s. già da un mese gli hanno consegnato una lista con possibili partenti e potenziali entranti dove fino a questo momento si è mosso pochissimo.
Il problema è che quest’anno il mercato chiuderà con un anticipo di quasi due settimane rispetto alle precedenti sessioni, ma soprattutto le vacanze stanno finendo.
Quelle dei calciatori, s’intende. E quando i calciatori si avviano al rientro, per un allenatore sarebbe buona norma avere le idee chiare. Almeno a grandi linee.
I dubbi riguardano tutte le aree del club e l’allenatore sta vivendo una situazione poco invidiabile.
Fra tre giorni a Milanello si presenteranno i primi calciatori (arriveranno in tre scaglioni fra sabato, domenica e lunedì) e i punti di domanda affollano il cielo sopra il centro sportivo rossonero: ballano, in ordine sparso, l’eventuale cessione societaria, il mercato e la partecipazione all’Europa League, appesa al Tas.
Ci si attendeva che due di questi bivi basilari fossero, nel bene o nel male, chiariti prima che la squadra tornasse sul campo, ma così non è stato. Si è trascinato tutto settimana dopo settimana, fra un presidente che farebbe un figurone al club degli scacchi e una battaglia con la Uefa dai tempi infiniti. Situazioni che si portano ovviamente dietro il quasi totale immobilismo sul mercato.
Chi lo conosce lo descrive con il consueto approccio al lavoro: meticoloso, passionale, totalizzante. Ma anche piuttosto inquieto. Perché la società gli chiederà nuovamente la qualificazione in Champions e il mercato potrà dare una mano relativa.
Fassone l’altro giorno ha parlato di «saldo zero» fra acquisti e cessioni, quindi se arriveranno quei tre acquisti inseriti nella lista dei desideri, bisognerà salutare qualcuno. E comunque, se Mr. Li sarà ancora al timone, dal portafoglio uscirà poca moneta.
Un altro aspetto che agita i pensieri di Gattuso riguarda le eventuali ripercussioni di un’esclusione dall’Europa.
Lungo il primo scorcio d’estate, Rino ha parlato personalmente con diversi giocatori per tranquillizzarli e disinnescare preventivamente eventuali mal di pancia. Si è speso come sempre in prima persona, anche perché da esperto combattente ha già annusato l’aria: al di là delle dichiarazioni di rito, da quanto filtra più di un rossonero si riserva di fare le proprie valutazioni in caso di estromissione dall’Europa.
A chi gli sta vicino ha confidato il timore di metterci sempre e comunque la faccia, senza sapere la piega che prenderanno gli eventi. Come dice spesso, sente addosso tutte le responsabilità e il peso di dover dare risposte importanti alla piazza. Perché lui sa bene di essere il frontman di questo Milan. Ma, nella sua idea, metterci la faccia dovrebbe equivalere a percepire garanzie sufficienti per non farla sbattere a terra.
Gattuso è stufo di essere quello che non dorme mai e che lavora venticinque ore al giorno, così come gli dà fastidio la perenne etichetta «tutto cuore e grinta». Luoghi comuni che sta provando a levarsi di dosso, in attesa che ricominci una stagione dove lui chiede solo di lasciarlo lavorare. Ma dove per ora, più che i palloni, a rotolare sul campo sono i punti interrogativi.
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