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Milan, partito il ricorso al Tas ma i 32 milioni non sono ancora arrivati

Scrive la Gazzetta dello Sport che ieri è partita per la Svizzera la lettera ufficiale con cui il Milan chiede al Tas  di ricorrere contro la sentenza emessa dalla camera giudicante dell’Uefa.
L’obiettivo della società, che alla richiesta allegherà in qualche giorno pagine e pagine di motivazioni, è far leva su tre argomentazioni principali:
1) rimbalzare le responsabilità alla precedente gestione e
2)guardare sempre indietro, ma agli altri casi di conti sforati in cui la vertenza si era chiusa con la concessione del Settlement.
2) Se il club ha modificato in corsa il proprio business plan era per necessità e dunquel’eventualità non va interpretata come un difetto di credibilità verso l’attuale management.
Il Milan dovrà anche indicare l’arbitro da cui vorrà farsi assistere: nell’elenco figurano un italiano, un portoghese, due spagnoli, un cipriota, due danesi, un olandese, un greco, un francese, un austriaco e due tedeschi.
Lo stesso farà la controparte (che avrà dieci giorni di tempo, dall’avviso, per mettere insieme la propria relazione) mentre il terzo arbitro, super partes, sarà probabilmente nominato dal presidente della Divisione del Tas competente sul caso.
Le sensazioni della società espresse ieri dall’a.d. Fassone non sono improntate al massimo dell’ottimismo : “Non so quali percentuali di riuscita avremo, ma posso assicurare che daremo il massimo fino al novantesimo e anche oltre perché la sentenza sia modificata. Così non fosse i tifosi non si spaventino: avremo qualche soldo da spendere in meno ma il progetto non cambierebbe. La violazione dei bilanci, nel triennio 2014-2017, effettivamente c’è stata e la sanzione deve esserci, ma proporzionata. E un’esclusione va oltre. Un club come il nostro non lo merita. Mi auguro che i giudici decidano serenamente”.
La sentenza è pprevista lo stesso giorno dell’audizione o comunque  entro il 20 luglio e può avere come sorte la conferma del precedente dispositivo o ribaltarlo oppure modificarlo o congelarlo.
L’ultima ipotesi, attuale almeno quanto le altre, è che la pena venga sospesa ma non si sa con quanta convenienza per il Milan che potrebbe essere ammesso alle coppe quest’anno ma con controindicazioni posticipate alla prossima estate: allora, quando la pena tornerebbe effettiva, il Milan potrebbe dover rinunciare alla Champions, se nel frattempo conquistata sul campo.
Un passaggio di non poco conto che tuttora resta oscuro riguarda i 32 milioni anticipati da Elliott per l’ultima tranche di aumento di capitale: vero che ora il destinatario del bonifico non sarà il Milan ma Paul Singer, fatto sta, scrive sempre la Gazzetta dello Sport, che del possibile versamento ieri non c’era ancora traccia.
Anche sul passaggio di quote azionarie non c’è esattamente chiarezza: in quattro giorni è difficile che la trattativa tra Li e Commisso riprenda, entri nel vivo e arrivi alla conclusione. Più verosimile che entro venerdì Yonghong restituisca il prestito parziale e arrivi in un secondo momento alla divisione del pacchetto azionario.

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