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Dalla monetina al Fair play: i modi più curiosi per strappare una qualificazione

Il Senegal è stato eliminato dai Mondiali di Russia grazie all’innovativa regla del Fair Play,ovvero a parità di tutto si qualifica alla fase successiva chi ha subìto meno cartellini.

In semifinale agli Europei del 1968, per stabilire chi doveva giocare la finale, si fece ricorso al lancio di una monetina, e rimase famosa quella lanciata in aria tra Italia e Unione Sovietica.

Anche in finale contro la Jugoslavia, dopo l’1-1 della prima partita, poiché non erano previsti i rigori e poiché non si poteva assegnare un trofeo con un testa o croce, si dovette ripetere la gara.

E anche stavolta l’Italia vinse 2-0.

Nel Mondiale del 1954 invece, era andata male agli azzurri che persero con la Svizzera lo spareggio tra le migliori seconde del girone eliminatorio.

Il regolamento di allora prevedeva che le teste di serie del girone non si potevano affrontare (Inghilterra e Italia si evitarono), ma poiché gli azzurri avevano perso la prima partita contro la Svizzera furono costretti a giocarsi la qualificazione sempre contro gli elvetici : persero 4-1 e rimandati a casa.

Nel 1993 fu introdotto il Golden Goal, ovvero una regola per cui in una partita a eliminazione diretta chi segnava per primo nei supplementari vinceva, e la sfida si concludeva lì.

Quando ci si accorse che nei supplementari le squadre anzichè attaccare praticamente non giocavano per lasciar trascorrere i ltempola Uefa, nel 2002 e fino al 2004 introdusse la regola del Silver Goal : anche in caso di gol nei supplementari, la partita proseguiva fino al termine della frazione di gioco.

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