Manca un giorno all’inizio del Mondiale e sono due le squadre ancora da analizzare. Ieri abbiamo parlato delle squadre favorite del girone H: Colombia e Polonia. Oggi sarà il turno delle due outsider: Senegal e Giappone.
Senegal
Il ct del Senegal, Aliou Cissè, dispone di una rosa di buon livello soprattutto per quanto riguarda i giocatori d’attacco. Tra i nomi più altisonanti del reparto offensivo ci sono: Sadio Manè, ormai considerato un top player a livello europeo, Mame Biram Diouf e Moussa Sow, due giocatori di esperienza, e infine due conoscenze del nostro campionato come M’baye Niang e Keita Baldè. Un mix tra calciatori esperti e giovani promesse dall’ottimo potenziale.
Sembra però che il tecnico non abbia ancora chiaro chi schierare davanti, il che lascia trasparire un po’ di disorganizzazione. Nelle ultime quattro uscite amichevoli, contro Bosnia, Croazia, Lussemburgo e Uzbekistan, la nazionale africana ha segnato solamente 2 reti destando preoccupazione nei tifosi che vedevano nell’attacco la parte forte della squadra.
Ciò che queste ultime partite hanno evidenziato è un gioco frettoloso, poco possesso palla e continue e forzate verticalizzazioni con lanci lunghi. Probabilmente ciò che l’allenatore ha in mente, considerata l’impresa che dovrà fare per passare il girone, sarà giocarsela su ripartenze veloci sfruttando il fisico e la velocità dei propri centravanti cogliendo di sorpresa le retroguardie avversarie.
L’esordio con la Polonia metterà subito a dura prova la selezione senegalese che dovrà cercare di essere organizzata per non subire le incursioni dei forti centrocampisti polacchi.
Chissà se si ripeterà la cavalcata del 2002. Da appassionati di calcio, ce lo auguriamo.
Giappone
Gli asiatici hanno dato l’impressione di essere una squadra in grado di reggere dal punto di vista atletico qualsiasi avversario. Gioco veloce e tanta corsa sono gli ingredienti principali della manovra nipponica.
Gli ultimi mesi della Nazionale Giapponese sono quanto meno curiosi. L’ex tecnico Halildhodzic, scelto dalla federazione per dare un preciso stile di gioco alla squadra e farla risorgere dalle delusioni, è stato ad Aprile con un “colpo di stato” dei propri calciatori. I veterani della rosa hanno comunicato alla Federazione la loro volontà di avere un altro tecnico, e sono stati accontentati. L’attuale tecnico del Giappone è infatti Akira Nishino, ex direttore sportivo della Nazionale. Subentrato sulla panchina ha fatto la scelta più comoda per le convocazioni, puntando in blocco sui veterani che avevano dato vita al golpe. E’ stata infatti riconfermata quasi per intero la squadra del 2014, senza alcuna possibilità per giovani prospetti di poter emergere durante il Mondiale. Gli esempi più plateali sono quelli di Asano, Ideguchi, Nakajima e Kubo, tutti e 4 sotto i 25 anni e protagonisti della qualificazione del Giappone ai mondiali.
Nishino, come si è visto nelle due amichevoli pre-mondiale contro Ghana e Svizzera, predilige un gioco veloce e corto con un’impostazione di gioco che parta dal basso. Sarà complicato il percorso per il Giappone, considerato il poco tempo di lavoro che l’allenatore ha avuto, ma non impossibile.
I veterani dovranno dimostrare che non è ancora giunta l’ora della rottamazione.

