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Buffon: “Addio Juve, ho proposte stimolanti da calciatore e dirigente”

Il portiere della Juventus ha spiegato il proprio futuro nel corso di una conferenza stampa molto commovente: “Nel 2001 questo club ha preso un talento straordinario, ma se sono ancora qui è perché mi ha trasformato in un campione”.

Le parole di Buffon in conferenza stampa:

Ringrazio il presidente, abbiamo sviluppato un rapporto unico di condivisione, vicinanza e anche amicizia. I fattori che hanno fatto sì che tutto ciò accadesse sono quelli dell’onestà, della lealtà e della lotta feroce all’ipocrisia. Un comune denominatore che ci ha unito in tutto. Il fatto che sia presente insieme all’alta dirigenza della Juventus, per me è un grande onore e un grande piacere. E mi fa piacere anche che ci siate voi giornalisti, che siete un male necessario per vincolare tanti messaggi al netto delle incomprensioni e delle polemiche. Dico grazie anche a voi.

Per me è una giornata particolare, a cui arrivo con tanta serenità, felicità e appagamento. Questi sentimenti sono figli di un percorso straordinario e bellissimo che ho avuto la fortuna di condividere con tante persone che mi hanno voluto davvero bene. Questo bene l’ho percepito giorno dopo giorno e per questo bene ho lottato, cercando di fare del mio meglio. Sabato sarà la mia ultima partita con la Juventus, credo che sia il modo migliore per finire questa grandissima avventura. Con altre due vittorie importanti e finirla con la vicinanza e l’accompagnamento di Andrea Agnelli e di tutto il popolo juventino. La mia paura era di arrivare alla fine della mia avventura con la Juve da sopportato o da giocatore che aveva fuso il motore. Posso dire che non è così e sono veramente orgoglioso. Fino a 40 anni ho espresso non dico il mio meglio, ma prestazioni all’altezza del mio nome e della Juventus. Questa è la più grande gratificazione. Non era scontato. Ringrazio la famiglia Juventus. Nel 2001 ha preso un talento straordinario, ma sono di parte. Però se questo talento si è tramutato in campione è perché la Juve ha fatto sì che ciò accadesse. Mi ha fatto fare un ulteriore step in convinzione, mentalità e consacrazione. Se sono ancora qui a 40 anni e sto in campo così, è merito solo della Juve. Della sua mentalità e del suo approccio, unico al mondo. Ho fatto mia questa filosofia e sono sicuro che la userò e la adopererò in futuro anche nel post-calcio, se dovesse servire. L’unico modo che conosco per arrivare a dei risultati è questo. Gettare il cuore oltre l’ostacolo. Il più bell’insegnamento che mi ha dato la Juventus. La ringrazierò di tutto, per sempre.

Cosa farò? Sabato giocherò una partita e questa è l’unica cosa certa. Agnelli sa tutto quello che sta accadendo intorno a me ed è un consigliere del quale non voglio privarmi. Fino a 15 giorni fa, era acclaratamente risaputo e certo che avrei smesso di giocare. Adesso penso che sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolanti sia dentro che fuori dal campo. Quella per il fuori dal campo arriva proprio dal presidente Andrea. Dopo questi tre giorni successivi a sabato, la prossima settimana prenderò la decisione definitiva e certa.

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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