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editoriali

LA Serie C al collasso: urge subito una riforma importante

E’ di ieri la notizia della penalizzazione di punti per tante squadre della Serie C, soprattutto nel girone meridionale dove pure gioca il Matera i cui calciatori da mesi non percepiscono lo stipendio.

Nel girone B, i sei punti di penalizzazione inflitti all’Arezzo praticamente significano la retrocessione del club, alle prese,peraltro, con una non facilmente risolvibile situazione economica.

Puntualmente, ogni anno, a fine campionato, le classifiche vengono riscritte dal Giudice Sportivo e dagli organi federali e i risultati ottenuti sul campo durante la stagione agonistica praticamente non servono quasi mai a nulla.

Eppure il problema finanziario di tanti club che vengono iscritti ai campionati senza prestare la garanzia economica di riuscire a terminarlo è noto da tempo ma non viene mai risolto.

Il problema nasce, però, a monte ed è la suddivisione delle squadre nei gironi.

E’ necessario ritornare alla vecchia formula dei tre gironi suddivise per aree geografiche ma con un criterio più rigido rispetto a quello attuale: A per il Nord, B per il centro e C per il Sud Italia per evitare trasferte inutili e soprattutto costose per le limitate casse delle società.

Col criterio della vicinanza anche i campi di calcio sarebbero maggiormente gremiti e/o comunque le trasferte dei tifosi ospiti sarebbero agevolate.

Che senso ha inserire il Monza nello stesso girone della Viterbese? Lo sanno gli ingegneri del calcio di serie C quanto è la distanza fra Monza e Viterbo? Quanto costa una trasferta per le squadre e per i tifosi?

Soprattutto questi ultimi meritano maggiore rispetto : la Serie C ospita città importanti e tifoserie di tutto rispetto.

Si pensi a città come Catania, Lecce, Reggio Emilia, Messina, Catanzaro, Vicenza,Reggio Calabria, Siena, Livorno e certamente ne dimenticheremo altre : squadre che per anni hanno portato lustro alla nostra Serie A.

Bisogna, poi, rivedere il criterio delle penalizzazioni : non è possibile che ogni mese vengano tolti punti  a squadre per inadempienze fiscali relative ai mesi successivi e la classifica cambi di domenica in domenica non per i risultati sul campo ma per quelli a tavolino.

Le penalizzazioni dovrebbero essere sostituite con pene pecuniarie da pagare a fine stagione: se non si pagano va negata l’iscrizione al campionato successivo.

Punti che vanno e punti che vengono: al Catanzaro prima è stato tolto un punto e poi ridato e, in sostanza, con la vittoria di domenica a Monopoli ha guadagnato 4 punti in due giorni e dallo spettro play out è passato al sogno play off ora distanti solo tre punti.

E siccome in odore di penalizzazione ci sono altre squadre avanti in classifica….non si sa mai…

Non è questo il calcio che vogliamo vedere : i tifosi hanno diritto allo spettacolo del campo non a quello delle scrivanie.

I calciatori che militano in questa categoria devono poter vedere realizzato il proprio sogno – specie quelli più giovani – di poter raggiungere la serie superiore con la propria squadra e gli allenatori devono veder premiato la loro abilità per aspirare a panchine di serie B e anche di A.

E soprattutto: se tutto funziona bene anche tanti sospetti di combine, soprattutto a fine stagione, verrebbero meno.

Riqualifichiamo la Serie C, potenti del calcio, perchè il deprezzamento del nostro calcio a livello mondiale passa anche dai campetti di periferia…

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