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Mancini e De Rossi al Social Football Summit: “Ingiusto non giocare il Mondiale”
Social Football Summit: le parole di De Rossi
“Quando ho iniziato a giocare a calcio c’era poca tecnologia. Quando arrivai alla Roma erano appena usciti i primi telefoni cellulari e al massimo potevi mandare le foto con gli mms. Rimpiango quei tempi perchè era diverso anche il mondo del calcio e di approcciare a questo sport. La tecnologia ha invece avuto un ruolo importante anche nell’analisi dei dati. Ormai non basta più guardare un calciatore giocare per capire se è valido o meno. Ricordo che ai tempi della Roma io volevo che comprassero Nainggolan, ma alla fine erano migliori i dati dell’altro centrocampista e presero lui ovviamente”.
De Rossi su Mancini
“Mancini è stato bravo a portare l’Italia fuori dalle ceneri della sfida contro la Svezia in cui io ero in campo. La sensazione che mi fa stare tranquillo è che possa rifarlo ancora perchè il suo atteggiamento con i ragazzi non è cambiato dopo la vittoria dell’Europeo”.
De Rossi su Raspadori
“Il calcio è cambiato perchè si gioca in meno per strada, sulla spiaggia. E’ diverso quando si è più piccoli se tocchi il pallone mille o cento volte, il talento di sviluppa diversamente. Semplicemente c’è meno materia prima, ma c’è. L’importante per i giovani calciatori è giocare, quindi scendere anche di categoria. Raspadori? Si tratta di un ragazzo davvero per bene, un giovane galantuomo. Mi rende felice vedere i suoi progressi e spero che possa fare sempre meglio”.
Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l’Università Roma Tre