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Milan: Ibrahimovic spinge per rinnovo, ma la società vista la media punti senza lo svedese, prende tempo
Zlatan Ibrahimovic segna un gol ogni cento minuti, ma il Milan viaggia meglio senza di lui. È questo il paradosso del gigante svedese: con la sua personalità, Ibra è stato una delle colonne su cui i rossoneri hanno costruito la propria rinascita firmata Stefano Pioli. I 40 anni compiuti a ottobre, però, si fanno sentire e in questo girone di andata l’ex PSG ha giocato sostanzialmente la metà delle partite. Undici su diciannove, comprese le brevissime apparizioni (rispettivamente 3 e 13 minuti) contro Torino e Verona. Il bilancio, a livello personale, certifica che Zlatan ci sa ancora fare: sette gol e due assist in undici partite, tanta roba.
Il Milan fa più punti senza Ibra. Molti di più, è un freddo dato numerico: escludendo la partita contro il Toro (3 minuti, appunto), la media di Ibra nelle “sue” dieci partite è di 1,7 punti a gara. Che scende a 1,5 se escludiamo anche la partita contro l’Hellas (impatto ridotto nei 13 minuti). Di contro, nelle nove partite senza di lui, i rossoneri hanno sfoggiato una media di 2,77 punti a partita, che sale appunto a 2,8 considerando anche la partita contro gli scaligeri. Una diversa andatura che ha mille spiegazioni: per dirne una, Ibra ha giocato quasi tutti i big match, eccezion fatta per Juventus – contro cui il Milan ha pareggiato – e Atalanta, battuta dal Diavolo. I numeri, però, restano quelli.
E il contratto in scadenza. Per completare il quadro, l’apporto di Ibra in Champions League è stato prossimo allo zero. Ha giocato quattro gare, di cui però soltanto una – l’ultima col Liverpool – per intero e le altre al massimo per mezz’ora. Non ha segnato e non ha portato a casa assist, anzi è sembrato andare in difficoltà in una competizione che conosce benissimo, pur rimanendo la grande assenza nel suo palmares. Sullo sfondo, il prolungamento del contratto, in scadenza a fine stagione: considerati gli altri “casi” di casa Milan, non è propriamente la trattativa prioritaria. La carta d’identità avrà il suo peso nelle valutazioni da farsi, anche se sarebbe complicato separarsi senza aver aggiunto la ciliegina in cima alla torta. I numeri del girone d’andata, da prendere con tutte le cautele del caso, danno un suggerimento: Ibra è Ibra, ma affiancargli una certezza non sarebbe male.
Fonte: Tuttomercatoweb
Redattore, appassionato di calcio italiano ed estero… Curo e seguo con molta attenzione tutti i migliori campionati esteri.