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Milan, Elliott tratta la cessione del club a Arnault: tifoseria in fermento!
Bernard Arnault, proprietario del gruppo del lusso LVMH, il più importante al mondo, è ormai la speranza alla quale si aggrappano i milanisti.
Negli ambienti parigini della moda, da un paio di mesi, l’ imprenditore viene infatti associato al rilancio del Milan, anche se la multinazionale smentisce le voci: sulla trattativa per l’ acquisto del club prossima alla chiusura entro fine 2019 e sul progetto per il 2020-21 affidato a un allenatore del profilo di Massimiliano Allegri.
L’ attuale proprietario, il fondo americano Elliott, si professa a sua volta impegnato nel progetto del nuovo stadio di San Siro con l’ Inter. Di sicuro il club deve correggere la rotta Champions.
La sbaglia da 6 anni e anche stavolta è salpato controvento: 3 sconfitte in 5 giornate, peggio solo Spal e Sampdoria.
Ma la vera domanda dei tifosi non è sulla sorte di Giampaolo, al quale Boban e Maldini hanno rinnovato pubblico sostegno, dopo la rimonta subita in casa del Torino e le critiche per la sostituzione Leao-Bonaventura. L’ allenatore sa bene di non potere contare soltanto sui progressi di gioco: prima della sosta, contro Fiorentina e Genoa, servono punti: «So di dipendere dai risultati ».
La tradizione iconoclasta, innaffiata da internet, vuole la sua panchina già in bilico, con Ranieri e Spalletti nei pressi. Assodato che Gattuso, sfiorata la Champions, lasciò per l’ assenza di garanzie sul rafforzamento della squadra e che Giampaolo è approdato al suo stesso 4-3-3, schierando nel buon primo tempo di Torino i nuovi Bennacer, Hernandez e Leao, la vera domanda dei milanisti è sulla rotta del club: dove sta andando il Milan con il fondo Elliott al timone, dopo il naufragio del cinese Yonghong Li tra gli iceberg in cui lo aveva lasciato Berlusconi?
L’ assenza in tribuna della famiglia Singer, durante il derby, che per chi gestisce una squadra senza coppe è tra le poche partite da non mancare, ha alimentato le voci da Parigi. La cifra base per la vendita sarebbe scesa a 960 milioni, da 1,2 miliardi. Una grande banca d’ investimento di Londra sarebbe tra gli advisor.
Il temporaneo rallentamento della trattativa dipenderebbe dal minuzioso controllo su alcune voci del bilancio del club. Il varo del progetto sportivo sarebbe a giugno 2020, per tornare sul tetto d’ Italia e d’ Europa con Allegri, che però è seriamente corteggiato da Psg e Real Madrid per questa stagione. Infine, la ragione che potrebbe indurre Arnault a investire nel calcio, industria fin qui lontana dai suoi interessi, è legata alle nuove congiunture della finanza europea.
Il Milan trascina il progetto stadio: ha già commissionato due sondaggi, in cui prevalgono i favorevoli a un nuovo San Siro. Il presidente Scaroni ripete il mantra dell’ aumento dei ricavi. In realtà, per quanto tecnologicamente avanzato e ricco di ristoranti, negozi, sky box affittati a peso d’ oro, garantirebbe 100-120 milioni di euro, dagli attuali 30-35, in linea con Bayern o Arsenal. Inoltre, non sarebbe pronto prima del 2024. Elliott è un proprietario di passaggio: l’ avvio del progetto stadio serve verosimilmente per rendere più appetibile la futura vendita, aumentando il valore del club. Il 10 ottobre, col pronunciamento del Comune sull’ interesse pubblico del progetto, non è una data fatidica soltanto per lo stadio. Lo è anche per il futuro del Milan.
(Fonte La Repubblica)