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Serie B, clamoroso colpo di scena con il Lecco che torna a sperare: ma Brescia e Perugia sorvegliano anche la Reggina…

Le iscrizioni ai campionati ancora una volta hanno generato il caos e stavolta è soprattutto la Serie B ad agitare le acque. I casi sono Lecco e Reggina. E ogni giorno si susseguono i colpi di scena.

Il Lecco, ritrovata la B dopo 50 anni, rischia di stare fuori per non aver indicato nei termini lo stadio dove avrebbe giocato. Troppo tardiva la ricerca di un impianto da parte del Lecco, troppo complicato l’iter burocratico per avere tutti gli ok necessari, arrivati da Padova (l’Euganeo è stato l’unico stadio disponibile) solo il 21, quindi fuori tempo massimo. Un’ingenuità fatale, regole alla mano: e le società che sperano nella riammissione (Brescia, poi Perugia) hanno il fucile puntato verso la Figc pretendendo il rispetto delle norme. Il Lecco comunque farà ricorso (anche se non ha ancora individuato un legale esperto in materia) e ha un dettaglio che potrebbe giocare a suo favore: martedì 20 la segreteria del club ha inviato una pec alla Lega B chiedendo una proroga per lo stadio. Probabilmente sarebbe stata accettata. Il problema è che la pec… non è arrivata! O meglio: sarebbe apparsa sui terminali degli uffici di Milano soltanto ieri. Come è possibile? Un vero giallo.

Non c’è mistero invece su un altro tema caldo: se salta il Lecco, perché il posto in B non va al Foggia, finalista playoff? Un caso del genere non si è mai verificato tra B e C, ma la risposta la danno le Noif: viene riammessa una retrocessa. E la Lega Pro ci rimetterà i 700mila euro della mutualità che ogni neopromossa lascia alla vecchia categoria.

L’imminente cessione della Reggina non consente di conoscere ancora il nome dell’acquirente. Circola insistentemente il nome di Bruno Grande, imprenditore torinese residente a Losanna, ma non ci sono conferme ufficiali. In ogni caso l’eventuale nuovo acquirente vorrà attendere l’esito dell’iscrizione, perché anche qui si annuncia una lunga battaglia legale. La Reggina avrebbe rispettato tutti gli adempimenti tranne quello relativo al famoso piano di ristrutturazione del debito, che ha portato a uno stralcio del 95% per un pagamento di “soli” 757 mila euro. Perché? Il club l’avrebbe fatto rispettando l’indicazione del Tribunale, che aveva dato 30 giorni di tempo dal 12 giugno (giorno dell’approvazione) per pagare. Ma secondo la Figc la stessa cifra avrebbe dovuto essere saldata entro la scadenza del 20, come le altre. Termine perentorio, appunto. Chi ha ragione? In campionato lo stesso scontro Stato/Sport era stato perso dalla Reggina, visto il -5 per i pagamenti dei contributi stoppati dal Tribunale. Stavolta come andrà? Anche qui Brescia e Perugia hanno i fucili puntati, viste le richieste alla Covisoc di accesso agli atti (fatte anche per Lecco e Samp). La posta in palio è alta. E Balata nel suo comunicato ha aggiunto che intende proseguire nell’impegno “per assicurare il principio del merito sportivo, stigmatizzando comportamenti che arrechino grave danno al movimento della B e alle società che hanno rispettato regole e norme federali”.

(Fonte Gazzetta.it)

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