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L’analisi: Milan horror, il peschereccio naufraga in mare e si inchina al dominio laziale

Il sergente, l’arciere, il mago e il brasiliano. Sembra l’inizio di una barzelletta, è l’elenco dei soprannomi dei calciatori andati in rete in Lazio – Milan che hanno letteralmente affondato il Milan, andato in crisi nera, stasera toccando il fondale marino in tutti i sensi. I padroni di casa hanno imposto un dominio assoluto, magistralmente guidati da un Sarri che ha azzeccato qualsiasi scelta, mandano in rete Milinkovic-Savic, Zaccagni, Luis Alberto e Felipe Anderson, e fanno festa. Condotto uno show che sin dall’alba del match è andato a senso unico, con la strada già tracciata. Le rimonte subite da Lecce ed Empoli sembrano un lontano ricordo, e il biancoceleste si riscopre lucente ed efficace anche senza il fondamentale apporto di capitan Immobile.

 

 

 

 

 

 

La Lazio dunque alza la testa, ritrovando compattezza e spirito di sacrificio. Tutto quel che non sembra essere invece inciso nella pelle dei rossoneri. Sprofondo rosso dopo la doccia fredda subita stasera. Carrellata di gol e acqua da tutte le parti. Anche la vista  all’orizzonte dice che la posizione in classifica mette i brividi a Pioli. A meno 12 dal Napoli lo scudetto ormai è un’utopia, mentre è una preoccupante realtà il trio alle spalle, ad appena un punto di distanza, formato da Inter, Roma e Lazio, con la magra consolazione della penalizzazione della Juventus, altrimenti a quota 38 come Calabria e compagni. Al di là dei numeri della classifica, che comunque contano, c’è il verdetto del campo, mai così chiaro e mai così duro perché il Milan fin qui aveva perso soltanto due volte e sempre con un gol di scarto, dopo gli identici 1-2 in casa contro il Napoli e in trasferta contro il Torino.

 

 

 

 

 

Travolti nel ritmo e nelle idee, i rossoneri franano in difesa dove la coppia Kalulu-Tomori combina altri disastri, limitati in parte dall’ingresso di Kjaer al posto dell’inglese infortunato. Senza spinta sulle fasce dove Messias e Leao girano a vuoto e senza copertura dietro, dove Dest fa rimpiangere il peggior Hernandez, mentre Calabria è costantemente in ritardo e fuori posizione, Tatarusanu fa quel che può mettendoci comunque del suo, soprattutto in occasione del secondo gol. Confusione e imbarazzo totale per i rossoneri. Pioli dovrà trovare ora la quadra giusta per risanare le perdite.

 

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