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Vialli e gli ultimi giorni di vita: i cari amici a cui è stato consentito di fargli visita

Negli ultimi giorni in cui la vita gli stava sfuggendo tra le dita Gianluca Vialli è stato circondato dall’amore della sua famiglia: la moglie e le due figlie, la mamma che era corsa a Londra per vederlo un’ultima volta assieme al fratello. Soltanto ad altre quattro persone è stato consentito di entrare nella stanza della clinica dove Vialli era ricoverato, quattro persone speciali per Luca, per le quali spendere il termine fratelli non è esagerato.

 

 

 

 

 

Di Roberto Mancini si sa – il CT dell’Italia gli ha fatto visita il 29 dicembre – ed anche di Massimo Mauro, che al TG1 ha raccontato l’ultimo incontro molto doloroso con un collega che era diventato amico vero: “Ho visto Gianluca 10 giorni fa a Londra ed era ormai in condizioni molto, molto critiche. È stato difficile avere una buona comunicazione. Ma, per 10 minuti ogni 2 ore, riusciva a essere lucido e allora abbiamo parlato della Juve, della Sampdoria, della fondazione (la ONLUS creata dai due nel 2003 per finanziare la ricerca sulla SLA e sul cancro, ndr), abbiamo parlato di quello di cui parlavamo. Per fortuna sono andato a Londra per salutarlo, lui me lo aveva chiesto ed è stato molto importante per me”.

 

“Il pomeriggio che sono arrivato a Londra, svegliandosi, Luca mi chiese di fargli un massaggio e io ho preso il suo polpaccio e gliel’ho massaggiato, a quel punto mi ha guardato e mi ha detto: ‘Nonostante le mie condizioni, tu non avevi questi muscoli quando giocavi’. Ci siamo fatti una gran risata. Aveva capito in che condizioni si trovava, ma mi sembrava ugualmente sereno. Anche perché ha una famiglia straordinaria, due bimbe come Olivia e Sofia fantastiche, una moglie che è stata straordinaria accanto a lui in questi anni. L’unica cosa che non è riuscito a fare è stato il presidente della Sampdoria, società alla quale voleva trasmettere tutto il proprio sapere calcistico”, è stato il ricordo di Mauro.

 

 

 

 

 

 

 

Oltre a Mancini e Mauro, gli altri due cui è stato consentito di vedere Vialli quando il male lo aveva ormai consumato quasi del tutto sono stati Nando, suo compagno d’infanzia a Cremona, e Riccardo Grande Stevens, conosciuto durante l’esperienza alla Juventus, di cui il padre Franzo è tuttora a 94 anni presidente onorario. Sono state solo queste quattro persone – svela Repubblica – quelle che hanno avuto titolo affettivo per dare di persona l’ultimo saluto a Luca quando ormai era chiaro che non ce l’avrebbe fatta.

 

 

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