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Carattere, personalità e decisione: questo e tanto altro nelle migliori citazioni indelebili di Mihajlovic

Momenti in campo, momenti in panchina. Ma anche momenti in sala stampa o davanti a telecamera e microfono. La leucemia si è portata via troppo presto il 53enne Sinisa Mihajlovic, che con il suo piede disegnava parabole imprendibili, ma con la sua parola pronunciava frasi indimenticabili. Di seguito le migliori dieci sue citazioni che ci ha regalato e insegnato tanto, certi di dimenticarne alcune, eppure al tempo stesso convinti che dimenticare Sinisa non sarà altrettanto facile.

 

 

 

 

 

 

 

1 – ‘I miei giocatori sono liberi di fare tutto quello che dico io’, diceva riferito alla rosa del Bologna. Apriamo e chiudiamo coi rossoblu, l’ultima squadra della sua carriera e della sua vita.

 

2 – ‘Se puoi sognare qualcosa, è perché lo puoi fare. Questo è lo scontro tra la passione e la ragione, tra i colori e il bianconero, tra il popolo e i padroni. E’ un derby unico nel suo genere’. Juve-Toro con lui era sempre una battaglia.

 

 

3 – Sempre derby della Mole: ‘Se uno non è motivato per giocare il derby deve cambiare mestiere, meglio che faccia il ragioniere’.

 

 

 

4 – Di Benassi, preoccupato per la fascia di capitano del Toro a 22 anni, non si curava: ‘Non è facile indossare la fascia di capitano a 22 anni? Non è facile svegliarsi alle quattro e mezza della mattina per andare a lavorare alle 6, fare tutto il giorno e non arrivare a fine mese. Questo non è facile. Essere capitano del Torino a 22 anni deve essere un piacere, un orgoglio’.

 

 

 

5 – ‘Giocare nella Sampdoria deve essere per tutti un onore. Questo è un club prestigioso, con 67 anni di storia. E se qualcuno dei miei giocatori questa storia non la conosce gliela ricorderò io. Qui solo vent’anni fa si vinceva una Coppa delle Coppe, uno scudetto e si è persa ai supplementari una Coppa dei Campioni. Perché nella sua storia la Samp è anche caduta ma si è sempre rialzata. Ai miei giocatori dirò: non chiedetevi cosa può fare la Sampdoria per voi, ma cosa voi potete fare per la Sampdoria. Kennedy davanti al Muro disse “Ich bin ein Berliner”, io oggi sono fiero di dire: Io sono Sampdoriano’

 

 

6 – Raccontava del suo rapporto col pallone: ‘A me non piaceva giocare a calcio, ma solo calciare. Mi ricordo che andavo a piedi a un campo dove c’era una porta grande senza rete e mi mettevo là e per 4-5 ore mettevo il pallone da una parte, tiravo, la palla andava dall’altra parte, andavo di là e tiravo da quella posizione. E così via’.

 

 

 

7 – ‘Parliamo tanto di razzismo tra bianchi e neri, ma è razzismo anche chiamare zingaro qualcuno. Comunque aspetto chi mi ha chiamato zingaro, se ha le palle venga a dirmelo in faccia. Sanno dove abiti”.

 

 

 

8 – Colpito nuovamente dalla leucemia, non si dava per vinto: ‘Questa malattia è molto coraggiosa nel tornare ad affrontare un avversario come me, ma sono pronto a darle un’altra lezione’.

 

 

9 – Insoddisfatto del mercato del Bologna, ammoniva: ‘Se devo lottare per un decimo posto, sto sul divano con mia moglie’. Ne aveva ben donde, visto che la sua battaglia stava volgendo al termine.

 

 

10 – La sua massima, quella che ci lascia dopo la sua dolorosa morte, era: ‘La vita non si vive in assenza di problemi ma nonostante i problemi’.

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