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Svolta in Lega Pro: riforma e diritti tv, le parole del vice presidente

Giovedì 15 dicembre sarà, a suo modo, un giorno storico per la Lega Pro. Nei pressi della Capitale è, infatti, programmata un’assemblea di lega che dovrà dare una risposta alla proposta di riforma del format della Serie C. Una risposta che arriverà direttamente dalle sessanta partecipanti al campionato.

Di questo e molto altro ha parlato Marcel Vulpis, vicepresidente della Lega Pro in una lunga intervista.

 

 

 

 

 

 

 

Iniziamo subito dal tema più caldo: la riforma. Sensazioni in vista dell’assemblea?

“La nostra è una lega molto particolare, che nelle sue sessanta componenti racchiude molte anime diverse. Ci sono top club, società che potremmo definire “di categoria” per la lunga militanza nel torneo e le neopromosse che si affacciano al calcio professionistico dalla Serie D. Tutto questo rende difficile il farsi un’idea precisa, ma posso dire che vivo questo appuntamento con serenità, la stessa che si respira negli uffici della Lega Pro. Per questo penso che si possa andare verso l’approvazione. La cosa importante è che ogni club voti liberamente, con l’intento di tenere fede alle proprie esigenze specifiche”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quello di giovedì è l’appuntamento probabilmente più importante del ‘mid term’ della presidenza Ghirelli. Come sono stati questi primi due anni?

“Sono volati. E questo solitamente significa che si è lavorato molto. Sia singolarmente che come organizzazione. La diversità di anime di cui parlavo prima rende il nostro lavoro sicuramente complesso, ma anche ricco di opportunità. Ogni componente nella sua diversità riesce a portare sul tavolo punti di vista e idee differenti che in ogni caso contribuiscono alla crescita del nostro movimento”.Al di là del format quali sono le prossime sfide che vi attendono?

 

 

 

 

 

 

 

“Senza dubbio quella digitale. Il nostro obiettivo è quello di creare una base condivisa da tutte le società che garantisca uniformità fra grandi e piccole realtà. Sia che si tratti di comunicazione, di impiantistica o, per fare un esempio, gli eSports”.

 

E per quanto riguarda i diritti tv qual è la situazione? Alla fine di questa stagione arriverà a termine anche l’accordo con ElevenSport…

 

 

 

 

 

 

 

 

“Può ancora succedere di tutto, stiamo facendo valutazioni a 360°. Con l’idea che l’aspetto economico sia solo una parte del discorso. La cosa primaria, quella che ci preme maggiormente come Lega Pro, è trovare un partner con il quale programmare insieme presente e futuro, dando priorità ai contenuti. Il 100% degli introiti derivanti dalla vendita dei diritti tv va nelle casse dei nostri sessanta club, ma quello sul quale puntiamo tutti insieme è anche il veicolare il nostro messaggio. Far conoscere il prodotto Lega Pro. Mi spiego: se cedo i diritti a un soggetto specifico, oltre alla trasmissione delle gare, cosa ha intenzione di produrre per valorizzare i nostri club? O il torneo? O i calciatori che militano in esso? Lo step legato al mero discorso economico è oramai superato. Dobbiamo trovare una soluzione di questo tipo che vada avanti almeno per i prossimi tre anni”.

 

Possibile, dunque, anche una partnership con DAZN, nuova proprietaria di ElevenSport?

“Ovviamente anche loro sono una possibilità. La cosa bella della nostra situazione attuale è che possiamo ascoltare tutti, in totale libertà”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In chiusura facciamo un aggiornamento sul tema delle seconde squadre. Nei giorni scorsi anche il presidente del Torino Urbano Cairo si è sbilanciato circa la possibilità di aderire a questo progetto. Qual è la vostra posizione?

“Ho sentito anche io le parole del presidente Cairo, circa il cambio di prospettiva rispetto a quanto fatto 4 anni fa. Quello che posso dire è che la Lega Pro è qui ed è pronta al dialogo. Non si può dire che non siamo una organizzazione che non sappia essere flessibile di fronte alle necessità delle società. Serve solo coraggio da parte dei club nel partire, così come ha fatto finora solo la Juventus. Al momento, però, di proposte non ce ne sono. Da parte nostra invece la volontà certamente non manca. Oggi come allora e come nel prossimo futuro”.

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