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Renzi: il calcio è già stato aiutato. Ora è il momento che le società abbiano gestioni più serie

Oggi l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervistato da Radio 24 ha parlato anche della situazione legata alla richiesta del mondo del calcio di rateizzare le tasse che devono versare allo stato le squadre di A

Il senatore, tifoso dichiarato della Fiorentina, ha messo da parte il cappello del tifoso per indossare, coerentemente con la sua professione, quello di uomo di stato ribadendo come la richiesta dei presidenti di A fosse assolutamente improponibile

“C’era un emendamento voluto da Lotito, non semplicemente presidente Lazio ma anche Senatore, che recava la firma non solo di Lotito ma di tutti i partiti, di maggioranza ed opposizione. Quando ho visto questa carta ho pensato fossero tutti matti. Abbiamo una Legge di bilancio con aumento di benzina e sigarette e si voleva buttare dentro questo aumento per dare soldi ai presidenti di Serie A? Mi sono messo in mezzo e le cose sono cambiate. Cari presidenti di Serie A: meno pasticci e gestione più seria delle società. Se in Premier prendono 10 volte tanto, questo poi crea problemi a catena al calcio giovanile e non solo”.

“Fummo tra i primi a cercare di sostenere le società dopo il Covid. Oggi però non si può far fare un emendamento per consentire alle società di fare il mercato. Le società facciano crescere la qualità del dibattito in Lega e discutono di una diversa gestione dei diritti televisivi. Se si professionalizza anche l’aumento degli incassi, tutto può crescere. Se invece si cerca la via della politica e dei sussidi, non ha senso. Servono stadi di proprietà, per questo lo stadio di Firenze coi soldi del PNRR è una follia: gli stadi li devono fare le società”.

Nota finale sulla sua città, di cui è stato sindaco, e sulla sua squadra in merito alla vicenda dello stadio Franchi, per cui è stato previsto un restyling che mantenesse alterate alcune parti della struttura considerate alla stregua di un opera d’arte

“Chi viene a Firenze non viene per vedere la scala elicoidale o la Torre di Maratona. Si possono anche conservare ma lo stadio lo deve rifare la società, questo è fondamentale. Nel calcio i soldi vanno dati ai dilettanti, alle giovanili, non certo alle società di A per competere con le inglesi e poter fare mercato. Negli ultimi 20-25 anni si è affermata un’idea di dipendenza dalle istituzioni pubbliche. I soldi del contribuente non si possono dare per il mercato di una squadra, basta bussare alla porta di mamma politica”

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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