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Nuovo ostacolo per San Siro. Inter e Milan vogliono chiudere la partita prima possibile,ma intanto l’ipotesi Sesto rimane viva

SanSiro Si, SanSiro no!

Diventerà un ritornello tormentone a breve perchè un nuovo ostacolo è pronto a frapporsi tra Inter e Milan per quanto riguarda il progetto per il nuovo San Siro.

Come riporta Il Corriere della Sera, l’Associazione Gruppo Verde Milano San Siro ha presentato un nuovo ricorso al TAR per chiedere l’annullamento dell’ultima delibera di giunta e delle relazioni dirigenziali con cui Palazzo Marino dà atto alle squadre di aver rispettato le condizioni richieste per poter andare avanti nel progetto e far partire così il dibattito pubblico.

Alla lista delle condizioni poste sia dalla giunta sia dal Consiglio comunale ne mancherebbe una: la rifunzionalizzazione di San Siro.

«Entrambe le relazioni istruttorie omettono qualsiasi riferimento alla demolizione dello stadio Meazza e non pongono in evidenza che la proposta aggiornata (delle squadre, ndr) non rispetta la deliberazione con cui la giunta aveva dichiarato il pubblico interesse della proposta del 2019 a condizione che fosse presentato uno “studio di fattibilità aggiornato – da sottoporre a successiva approvazione da parte della giunta comunale – che abbia come obiettivo prioritario, in linea con quanto sancito dal Consiglio comunale nella seduta del 28 ottobre 2019 (…), il mantenimento e la rifunzionalizzazione dell’attuale impianto di San Siro di proprietà comunale mediante la formalizzazione di una proposta in merito da parte dei proponenti».

«neppure la giunta nell’esaminare la relazione istruttoria, sembra ricordarsi della propria deliberazione del 2019 con la quale aveva dichiarato il pubblico interesse condizionandolo al mantenimento e alla rifunzionalizzazione di San Siro».

Ieri, è stata anche la giornata dove Pillon ha illustrato la relazione finale del dibattito pubblico ai consiglieri comunali. I prossimi passaggi sono già segnati. L’iter – scrive La Repubblica – prevede che gli uffici del Comune abbiano due mesi di tempo dalla fine del dibattito pubblico per accogliere o meno le osservazioni emerse.

Quanto deciso andrà discusso con le squadre e, una volta fatta sintesi, la giunta dovrà confezionare una nuova delibera.

A quel punto, lo studio di fattibilità eventualmente aggiornato con nuovi documenti prodotti dai club arriverà nell’aula di Palazzo Marino per essere inserito o meno nel Piano triennale delle opere.

L’incognita delle tempistiche, però, non è cosa da poco. Milan e Inter hanno fretta e vorrebbero che la delibera arrivasse in giunta prima di Natale per chiudere velocemente poi anche in aula. Perché non vogliono rischiare di lavorare su un progetto esecutivo – che può costare più di 40 milioni di euro – senza avere la certezza che l’operazione vada in porto.

Secondo altri rumors invece le due squadre si sarebbero ad ogni modo lasciate le porte aperte per la soluzione di Sesto. Un piano B tutt’altro che da abbandonare

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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