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Batigol e l’Argentina. “Mi piace Lautaro e spero che Messi mi superi” Parole dolci per Correa e Gonzalez

Quest’oggi l’ex attaccante di Fiorentina e Roma Gabriel Omar Batistuta ha rilasciato una lunga intervista ad Olè poco prima dell’esordio della nazionale argentina ai Mondiali di Qatar 2022. Questi i temi trattati da Re Leone:

“Spero si ricordino di me come uno che ha dato tutto. Messi vorrà di più dopo aver vinto la Coppa America. Quale dei centravanti apprezzo tra quelli della Selecion? Non ce ne sono più di grandi come eravamo prima, sono un  po’ diversi. Amo Julian Alvarez, mi piace molto Lautaro Martinez. Sono due attaccanti affermati. Tra i top del mondo scelgo Benzema, sa fare tutto ciò che serve. Se devo scegliere un migliore tra tutti, dico lui, senza guardare i numeri”.

Ha poi ricordato il fatto che sia il miglior marcatore argentino al mondiale con 10 reti: “Spero che Messi riesca a passarmi. Lo vedo bene come capitano, immagino sia sempre lo stesso ma mostra ciò che la gente vuole vedere. È ridicolo pensare che non abbia fiducia, ha fatto ottomila gol ovunque. Se credete che gli pesi la maglia dell’Argentina è una sciocchezza.

Non pesa, è che l’Argentina non gli ha offerto le giuste garanzie. Non puoi condannare qualcuno perché non vince un Mondiale, perdere in un torneo così è molto facile. Se avrei voluto giocare con lui? Sì. Ho giocato con grandi calciatori e mi sarebbe piaciuto farlo anche con Messi, in Nazionale. Se mi sia mai risparmiato per andare al Mondiale? No, esistono un sacco di miti sui calciatori. Mai mi è venuto in mente di perdere una partita o che un compagno di squadra volesse farlo. Un atleta odia perdere”.

Veloce commento anche sugli italiani assenti Correa e il Viola Gonzalez: “Giocano da tutto l’anno… Ricordo che al Mondiale del 2002 arrivammo tutti stanchi in Corea. Non biasimo quelli che arrivano stanchi, e se ti fa male la testa o qualcos’altro non lo dici. C’è chi pensa che questi ragazzi abbiano sbagliato, ma è il sogno della loro vita. Ve lo dice uno che giocava con le caviglie rotte. Non è che loro non si siano presi cura di loro stessi, hanno semplicemente fatto ciò per cui sono pagati. Giocare”.

Ha poi concluso parlando delle sue condizioni fisiche: Sto molto bene, la verità è molto buona: ciò che ho fatto ha dato i suoi frutti.

Sono riuscito a riprendermi, sto bene grazie a Dio. Ho aspettato tanto, dieci anni o più, ho avuto tante difficoltà nel camminare, un dolore che mi ha causato tanti problemi.

Ora mi sto divertendo. Quando me lo chiedono quasi non voglio parlarne perché non so spiegare quanto mi abbia fatto male. Faceva male tutto il tempo. Terribile. È finita e non voglio ricordare quel momento”.

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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