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Chi è Simone Pafundi, l’ultimo esordiente in nazionale tra le mani di Mancini

Per il nostro calcio il presente è grigio-scuro, soprattutto in questo uggioso autunno durate il quale saremo costretti a guardare i Mondiali da casa. Il futuro, però, è roseo, sorridente e atteso da grandi novità e cambiamenti all’orizzonte.

Un’altro avvenimento che ha fatto in parte felici gli italiani riguarda un’inaspettata convocazione con ingresso in campo di un baby talento ancora sconosciuto e in fase embrionale, sopratutto per la prematura età quasi di un bambino:

Al 91′ minuto di Albania-Italia ha fatto il suo esordio con la Nazionale maggiore Simone Pafundi, centrocampista classe 2006 della Primavera dell’Udinese, l’ultimo enfant prodige del panorama calcistico nostrano.. Ha preso il posto di Verratti, diventando il terzo più giovane esordiente di sempre.

 

 

 

 

16 anni, 6 mesi e 2 giorni gli valgono il podio degli esordienti più giovani, dietro a Renzo De Vecchi e Rodolfo Gavinelli, rispettivamente nel 1910 e 1911. Erano altri tempi, un altro calcio, oltre un secolo fa. Negli ultimi 100 anni è il più giovane in assoluto, davanti a Gianluigi Donnarumma, che di anni ne aveva già 17. Al settimo posto si piazza invece Giorgio Scalvini, il diciannovenne difensore dell’Atalanta che Mancini ha scelto di schierare addirittura da titolare e che aveva esordito a 18 anni in Nations League contro la Germania.

 

 

 

 

 

 

 

A differenza di Zaniolo, che Mancini aveva lanciato prima del suo esordio in Serie A, Pafundi era già sceso in campo con l’Udinese (che lo aveva soffiato al Chelsea) nel finale della scorsa stagione. Quest’anno ha trovato poco spazio, ma ha già firmato un contratto fino al 2025 e nella Primavera bianconera continua a dominare, nonostante giochi contro ragazzi di uno o due anni più grandi. Anche questa sera la personalità dimostrata ha fatto dimenticare i suoi 16 anni. Ha giocato solo il recupero, ma non si è nascosto, anzi, ha cercato in tutti i modi di farsi dare il pallone, toccandolo 6 volte.

 

 

 

 

Come già successo in precedenza Mancini si è dimostrato particolarmente attento e sensibile ai giovani prodotti dei vivai italiani. Ora toccherà a Sottil valorizzarlo, come fece Fonseca con Zaniolo. Certo, il centrocampo dell’Udinese è ricco di talento, personalità e fisicità (i suoi modelli sono due stelle bianconere). Le prime due non mancano nemmeno a lui, la terza non è mai stata un problema: “non mi è mai pesato essere il più piccolo” – diceva. Non gli peserà nemmeno essere il più giovane.

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