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Inter, i rinnovi tardano ad arrivare: Marotta mette da parte i senatori

Intervistato a margine dell’evento di presentazione del nuovo libro di Marco Bellinazzo, ‘Le nuove guerre del calcio’, l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta ha risposto anche ad alcune domande riguardo ai rinnovi dei giocatori in scadenza nel 2023. In particolare, si è detto ottimista su Skriniar, mentre non si può dire lo stesso sugli altri che vivono la stessa situazione dello slovacco: “tutti meriterebbero di essere riconfermati ma le logiche aziendali non ci consentono di farlo” – ha dichiarato. I giocatori in scadenza di contratto a giugno 2023 sono infatti 9, alcuni dei quali hanno un peso non indifferente a bilancio. Vediamoli caso per caso.L’unico, oltre a Skriniar, che ha quasi la certezza di rimanere è Edin Dzeko. L’attaccante bosniaco ha dimostrato, con le parole e coi gol, di voler restare e di poter dare ancora tanto alla causa di Inzaghi. Lo stesso allenatore vede di buon occhio il suo rinnovo e Marotta sembra intenzionato ad accontentarlo, a patto che si tagli sensibilmente un ingaggio che ad oggi è di circa 5 milioni di euro, il più alto fra i giocatori in scadenza.
 Dopo Dzeko viene De Vrij, con oltre 4 milioni di euro. A differenza del bosniaco, però, le sue prestazioni sono in calo da tempo e sembra non essere più quel giocatore che arrivò a parametro zero dalla Lazio. Nonostante ciò, il suo cartellino a parametro zero e la sua esperienza fanno ancora gola a tanti club, fra cui anche il Tottenham di Antonio Conte, che lo aveva già allenato all’Inter. Samir Handanovic, invece, sembra aver perso addirittura la titolarità in favore di Onana. Ammesso che voglia fare il vice-Onana anche nella prossima stagione, se vorrà restare ancora dovrà ridursi un ingaggio che si aggira tra i 2,5 e i 3 milioni di euro a stagione, troppi decisamente per un secondo portiere.
 Anche D’Ambrosio e Darmian, ormai due bandiere del club, andranno in scadenza a giugno. Entrambi guadagnano 2 milioni di euro, cifre abbordabili, ma che non li mettono al sicuro, visto che da elementi imprescindibili dell’Inter di Conte si stanno trasformando in frecce sempre più spuntate nella versione inzaghiana. Probabilmente ci sarà posto per solo uno dei due e le indicazioni di questa prima parte di stagione sembrano propendere per Darmian (10 presenze in campionato contro le 4 del compagno di reparto). Mezzo milione in meno lo guadagnano Acerbi e Gagliardini, ma anche in questo caso, difficilmente ci sarà posto per entrambi, anche giocano in ruoli diversi: se l’ex difensore della Lazio è un fedelissimo di Inzaghi e sta tornando sempre più utile come primo ricambio in difesa, Gagliardini è un jolly di centrocampo sempre meno utilizzato (solo cinque presenze in campionato di cui due da titolare). Infine, scadranno anche i contratti di Cordaz e Dalbert, due giocatori completamente ai margini del progetto.
C’è un dato che deve far riflettere: quasi tutti i giocatori in scadenza sono difensori e lasciarli partire significherebbe smantellare un reparto quasi nella sua totalità. Probabilmente in alcuni casi si proverà a trovare la quadra, venendosi incontro a vicenda, ma chissà che Marotta non stia pensando, vista anche l’elevata età media, che l’inscalfibile muraglia costruita negli anni non abbia bisogno di un importante restyling.

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