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La moviola della domenica, che disastro! Male i nostri fischietti su tutti i campi

Altra giornata disastrosa sui nostri campi di calcio con i nostri mass media impegnati qua e là a tentare di giustificare a seconda delle maglie avvantaggiate l’operato dei nostri fischietti

Moviola Atalanta-Inter: Chiffi, il rigore c’è ma al replay è meno netto” scrive il Corriere dello Sport in edicola quest’oggi. Chiffi ha diretto bene ma negli ultimi 20-25 minuti, quando la gara è salita di tono, non ha convinto. Il rigore assegnato per il contatto De Vrij-Zapata “è netto in campo, l’avesse rivisto al monitor (ma non era questo il caso) sicuramente avrebbe avuto molti più dubbi, perché i vari replay mostrano anche un’altra verità, ovvero che è più Zapata ad appoggiarsi con la coscia destra sulla gamba sinistra di De Vrij, che è sì in ritardo ma già ferma nel momento dell’impatto”. Il quotidiano lo definisce come un “rigorino”.

Male Rapuano: Radonjic graziato, dubbio in area” scrive il Corriere dello Sport sugli episodi da moviola di Roma-Torino 1-1. Bocciato Rapuano, non solo per gli episodi, non è piaciuta nemmeno la gestione disciplinare (“Radonjic fa un gesto bruttissimo (abusive gesture) a Mancini, lui è di spalle, ma con quattro arbitri in campo e due ai monitor nessuno ha fatto nulla?”). Netto il rigore fischiato su Dybala, giusto annullare il rigore per il tocco di braccio di Ricci che “si manda il pallone sul braccio, auto-giocata”. Infine: “Colpo di testa (per così dire) di Mancini, pallone sulla mano destra di Rodriguez che sta saltando ma è davanti, staccata dal corpo, poi mano di Zima ma davanti al volto. Domanda, avesse fischiato il primo tocco, chi lo avrebbe tolto il rigore?”.

La Gazzetta dello Sport propone la moviola di Milan-Fiorentina. Contrasto Kalulu-Biraghi col francese che colpisce prima il pallone e sullo slancio la gamba sinistra del viola: l’arbitro lascia correre perché trattasi di naturale dinamica di gioco. Ancora alto rischio rigore al 14’ della ripresa, quando Tomori in scivolata travolge Ikoné: la discriminante non è che alla fine l’inglese riesca a toccare il pallone ma che l’attaccante sembra allargare la gamba sinistra per propiziare l’impatto. Sul gol del 2-1 al 92’, doppia protesta: è Terracciano in uscita a sbattere su Rebic che ha lo sguardo rivolto al pallone; poco prima c’è un contrasto dubbio fra Duncan e Rebic che Sozza, molto vicino, non giudica punibile.

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