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Una Juve gagliarda fa festa e affonda l’Inter 2-0: Rabiot e Fagioli spirito bianconero

L’Inter spreca, la Juventus no e Massimiliano Allegri si gode il sorpasso in classifica. A Torino il primo derby d’Italia della stagione va ai bianconeri, che superano i nerazzurri con il risultato di 2-0: decidono le reti, entrambe nel secondo tempo, di Rabiot e Fagioli. A Simone Inzaghi resta il rammarico per un primo tempo con almeno tre occasioni nitide per sbloccare la partita, non concretizzate. Il tecnico bianconero, viceversa, sogghigna perché il piano gara era chiaro e alla fine è stato l’assassinio (calcistico, ça va sans dire) perfetto: dopo un primo tempo equilibrato ma di difficoltà, le folate della sua Juve, ancora non bella ma capace di essere letale, mettono ko gli eterni rivali È una vittoria pesantissima in ottica corsa scudetto: chi vince sale sul treno, chi perde ne scende. Considerato che per l’Inter si tratta del quarto big match perso in questo campionato, difficile sostenere il contrario.

Le scelte iniziali: Bonucci e Bastoni la guardano dalla panchina. Milik unica punta nei bianconeri, supportato da Miretti: 5-4-1 in fase difensiva, 4-4-1-1 in fase offensiva. In panchina Bonucci, così come Bastoni nelle fila nerazzurre: De Vrij e Acerbi con Skriniar, in attacco torna Dzeko con Lautaro.

Ritmi blandi, Inter più pericolosa ma 0-0 all’intervallo. Come il derby di Roma, anche quello d’Italia non si gioca propriamente a duemila all’ora. Il possesso palla è quasi sempre in parità, il computo delle occasioni no: a fine primo tempo, l’Inter ne avrà ben tre di clamorose al proprio attivo, nessuna delle quali capitalizzata. La prima al quinto minuto: Lautaro da pochi passi spara fuori. Al 25′ Dzeko di testa corregge di poco al lato, brividi Juve a metà frazione: Bremer si tocca il ginocchio, sembra necessitare il cambio, alla fine rimane in campo. Al 43′ la chance più clamorosa del primo tempo: sventagliata di Dimarco, Barella da destra serve Dumfries che a porta vuota mette incredibilmente fuori. Poca Juve, ma 0-0 all’intervallo.

Rabiot e Fagioli, la Juve galoppa e sorpassa. Il piano gara di Allegri è chiaro, i killer si chiamano Kostic e Rabiot: al 52′ la Vecchia Signora passa. Il serbo sguscia via a Barella e arriva sul fondo, scarico teso per il francese, tardiva la chiusura di De Vrij. Piattone di destro, nulla da fare per Onana e vantaggio bianconero. Trovato il primo, Madama troverebbe anche il secondo: girata aerea di Danilo su corner da sinistra, sarebbe 2-0. Ma Doveri, dopo un lungo silent check del VAR, annulla: il brasiliano devia involontariamente il proprio tiro con la mano di richiamo. Tanto basta a decretare l’invalidità del raddoppio bianconero. La gara a questo punto si accende, contribuiscono anche gli allenatori: Allegri toglie Milik per inserire Chiesa, Inzaghi risponde con l’inserimento di Gosens e Correa e li passaggio al 3-4-2-1. A sfiorare il gol è ancora la Juve: miracolo di Onana su Kostic. Poi è ancora il serbo a fare il vuoto e portare alla rete del ko: fa il vuoto a sinistra, scarica sul palo opposto, arriva Fagioli che di destro toglie la ragnatela dal sette e chiude la gara.

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