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Il Napoli è inarrestabile: battuta anche l’Atalanta 2-1

Nel segno del 9: quello con la maglia azzurra addosso, Victor Osimhen, ancora una volta l’MVP di serata per il Napoli; perché a Bergamo, nello scontro diretto contro l’Atalanta, Spalletti trova la vittoria numero 9 consecutiva in campionato; e perché 9 sono i punti di vantaggio sul Milan, detentrice di quello che adesso – checché dica lui – deve per forza di cose diventare un obiettivo per la sua squadra. Sì, lo Scudetto. Al Gewiss Stadium la formazione partenopea supera l’esame Atalanta grazie al centravanti nigeriano, autore del gol e dell’assist per Elmas nel ribaltone sulla Dea (che era andata avanti con Lookman). E’ un Napoli forza 9: un mare in tempesta che si abbatte anche su Gasperini. E su tutto il campionato.

Gian Piero Gasperini sceglie Hojlund in attacco, lasciando ancora in panchina Zapata. Alle sue spalle Pasalic e Lookman, mentre in mediana c’è Ederson con Koopmeiners. Dall’altro lato Napoli senza Kvaratskhelia, out per una lombalgia acuta, così Spalletti sceglie Elmas per sostituirlo e completare l’attacco con l’inamovibile Osimhen e Lozano, preferito ancora a Politano. Torna Zielinski a centrocampo, con Ndombele dunque in panchina. In difesa c’è sempre Olivera a sinistra, con Juan Jesus che farà coppia con Kim relegando Ostigard al ritorno in panchina.
Ci si aspetta la potenza offensiva del Napoli, invece è l’Atalanta a rendersi più pericolosa nei primi minuti. Comincia col piglio giusto la Dea, vicina al gol prima con Hojlund, poi con Hateboer e infine con Koopmeiners, in meno di un quarto d’ora. Poi, qualche secondo dopo, un batti e ribatti nell’area di rigore azzurra vale il calcio di rigore per gli orobici a causa di un tocco di mano di Osimhen. Dal dischetto si presenta Lookman, il nuovo bomber di Gasperini, e con un penalty da superstar, nel sette con bacio alla traversa, fa 1-0 e manda in visibilio il Gewiss Stadium.

Ribaltone Napoli: Osimhen ancora sugli scudi
L’euforia del pubblico atalantino dura pochissimo, perché meno di cinque minuti dopo Zielinski pesca Osimhen in area con un cross al bacio e quest’ultimo decide che è arrivato il momento di trovare il suo primo gol di testa – una delle sue più importanti doti – in stagione: incornata vincente per l’1-1. E’ lui, Victor, il grande protagonista: del momento (7 gol di fila in campionato, in totale 8 e ora è capocannoniere solitario) e della partita. Perché dopo la mezzora è ancora il nigeriano a scappare via a Demiral, vestire stavolta i panni dell’assist-man e mette Elmas da solo davanti a Musso: il macedone scarta il regola e col mancino fa 2-1. Il ribaltone è completo. Che spettacolo al Gewiss Stadium.

La reazione della Dea
Come nel primo tempo, anche la ripresa comincia con un’Atalanta che si fa preferire al Napoli. A trascinare, come sempre, c’è Lookman, il più pericoloso dei suoi. Ma ci si mette anche la sfortuna, perché proprio l’attaccante anglo-nigeriano colpisce una traversa (con deviazione di Olivera) dopo un miracolo di Meret su Maehle. Un mezzo schiaffo che serve comunque a svegliare il Napoli, che da quel momento comincia la sua lunga fase di gestione, anche se l’Atalanta fa di tutto per mantenere alti i ritmi, come dall’inizio, in stile Premier.

Gestione e sprechi
La partita cambia nei protagonisti, perché parte la girandola di cambi: entrano Politano e Ndombele per una maggiore freschezza e più lucidità nel possesso del pallone, mentre dall’altro lato si rivede Zapata, grande ex, ributtato nella mischia insieme a Malinovskyi. Quest’ultimo è l’unico che si fa vedere con un tiro da fuori, nel finale, mentre il colombiano non incide. Anzi, è il Napoli che sfiora il gol utile a mettere in ghiaccio il risultato, per due volte con Simeone, stranamente impreciso. Nonostante spazi più larghi, non ci sono più gol. E il Napoli

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