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Diritti Tv oltre tre anni e fondi. Casini parla post assemblea di Lega

Lorenzo Casini, è intervenuto in conferenza stampa a seguito dell’assemblea tra i club che si è tenuta nella giornata di oggi. «Si è dato conto del lavoro svolto con la Federazione sulle licenze nazionali triennali. Si sta procedendo bene, l’intesa con la FIGC è per un modello di sostenibilità e con nuovi criteri per il triennio 2023/25. Le licenze saranno approvate nel consiglio federale del 31 ottobre», ha esordito a proposito del tema delle licenze.

«Per la media company, progetto nato due anni fa, è stata presentata un’informativa: è stato ripreso per capire pro e contro della creazione di una società strumentale per attività che la Lega in realtà già svolge. Si tratta di capire se intraprendere una forma organizzativa diversa. Le squadre esamineranno il documento presentato e a fine novembre si deciderà se andare avanti sul progetto o meno. C’era anche l’elezione di un consigliere di Lega non indipendente, è un iter un po’ complesso e la votazione di oggi non ha portato ad una elezione. Ci sarà una nuova votazione tra due settimane», ha aggiunto Casini sul tema media company.

Capitolo fondi, il presidente ha spiegato che «la Serie A non ha ricevuto vere e proprie offerte da fondi, per cui non ci sono cifre. Ci sono stati manifestazioni di interesse dai fondi di investimento che seguono il campionato che sono numerosi. Ciò conferma che la Serie A è un investimento importante e ha importanti margini di crescita. Su questo il clima in assemblea è molto buono, i prossimi mesi sono decisivi per il futuro della Serie A. In questo momento non ci sono accelerazioni in questo senso».

Infine, a proposito del prossimo ciclo di diritti tv, Casini ha aggiunto: «Al momento c’è un’interlocuzione con i nostri uffici per le linee guida, poi si procederà per la comunicazione del bando. Siamo già in anticipo rispetto a quanto avveniva generalmente, per cui abbiamo tempo. Non ci sono contatti con broadcaster, perché ovviamente ci sarà il bando. Bisognerà lavorare, come per l’estero, senza paletti temporali come il limite di tre anni che c’è ora per la commercializzazione. Ma questa è una modifica legislativa e ci sarà modo di domandarla. I club hanno sottolineato la necessità di rivedere anche su questo la Legge Melandri. Modificare una Legge non è una cosa semplice, ci si arriva presentando temi su cui serve unanimità dei club, ma anche di tutte le forze politiche».

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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